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I concerti in streaming sono tornati

09.01.2026 Scritto da Gianni Sibilla

L'ultimo è stato Fred Again..: Apple Music, la vigilia di capodanno, ha mandato in streaming un suo concerto da Dublino - registrato durante lo scorso tour. Il 3 dicembre scorso, invece, Marco Mengoni era in diretta su Twitch con il suo show da Parigi.
Ve li ricordate i concerti in streaming? Quelli che si facevano durante la pandemia, mentre i live erano fermi, e sembravano una parte del futuro dell’intrattenimento musicale. Beh, si fanno ancora – anche se non più come in quel periodo, visto che i concerti “veri”, per fortuna, sono tornati. Forse se ne fanno anche di più, ma con modelli diversi: più registrazioni e trasmissioni di concerti “reali”, meno produzioni specifiche direttamente per lo streaming, come si faceva inevitabilmente durante la pandemia. Una scelta che spesso trasformava queste performance in lunghi videoclip: magari qualcuno si ricorderà anche di “Studio 2054” di Dua Lipa, che alla fine del 2020 fu il caso di maggior successo, seguito (a pagamento) da oltre cinque milioni di persone. Ma più che un concerto era una via di mezzo tra un musical e, appunto, un lungo videoclip.

Cosa è successo alle piattaforme di live streaming

A-Live, Live-Now, Zeye Payperlive: sono i nomi delle piattaforme che hanno aperto tra il 2020 e 2021, specificamente per questo formato. Hanno chiuso tutte, anche Live-Now, che si occupò di Dua Lipa e di altri nomi come i Gorillaz. La principale ancora attiva è Veeps, che ha come azionista di maggioranza Live Nation e propone un catalogo abbastanza ricco, sia di produzioni originali (uno speciale di Natale di Brandi Carlile, per esempio) sia di streaming a pagamento di concerti pre-prodotti, come il “Nebraska Live” di Springsteen, originariamente incluso solo come blu-ray nell’edizione espansa uscita ad ottobre. Il concerto, da ieri, poi è approdato nell'offerta di Disney+.

Poi c’è Nugs.net, storica piattaforma dedicata alla musica live, audio e video. Trasmetteva concerti in streaming ben prima della pandemia – storico quello della reunion per i 50 anni dei Grateful Dead nel 2015, che raccolse centinaia di migliaia di spettatori – e continua anche oggi. Soprattutto in ambito jam-rock, con artisti come Billy Strings e Goose, ma ha trasmesso in streaming video anche concerti di artisti pop-rock di ogni genere, dai James a Jason Isbell ai Wilco. A capodanno ha trasmesso - a pagamento - i live dei Phish dal Madison Square Garden: 110 dollari per 4 concerti, o 25 dollari l'uno.

Le piattaforme streaming

Lo scorso 3 dicembre Marco Mengoni ha trasmesso in streaming il suo concerto da Parigi su Twitch, parte di un progetto che prevedeva anche una canzone natalizia per Amazon Music: alcune piattaforme streaming investono parecchio su questo formato, per fidelizzare i loro abbonati offrendo contenuti esclusivi. Ovviamente Amazon, che di Twitch è proprietaria e spesso usa anche Prime Video, per esempio trasmettendo in streaming da diversi anni il Festival Primavera, o come nel recente concerto di Bad Bunny da Porto Rico lo scorso settembre. Poi c’è Apple Music, che ha una sezione “Live” con concerti esclusivi, da Gracie Abrams a Jennifer Lopez, in video e formato audio. Il prossimo è Fred Again..

Twitch è un mondo a parte: viene spesso usato direttamente dagli artisti. Il caso più evidente è ancora quello di Fred Again.., che negli ultimi mesi ha trasmesso sulla piattaforma di gaming una decina di performance, annunciate con pochissimo preavviso sui social e comunque seguite da migliaia di persone. Solitamente avvenivano il giorno prima di un concerto “normale”, avevano un modello informale (con canzoni provate e votate dal pubblico in diverse versioni) e sono servite all’artista per rafforzare la propria fan base.

Tra YouTube e social

Defunte le piattaforme di livestream, i concerti in streaming si sono prevalentemente spostati su altri spazi ben più consolidati, dove peraltro già avvenivano. YouTube, ovviamente, già attiva prima della pandemia e pure dopo, con festival in diretta come il Coachella, ma anche usata da diversi artisti per premiere e concerti vari, come quello da Parigi di Nick Cave con i Bad Seeds (che poi è diventato un disco dal vivo, “Live God”), o quello di Lady Gaga, dedicato ad "Harlequin" e regalato ai fan a Natale - proprio lei che aveva scelto il Coachella per la prima in streaming dello spettacolo derivato dal suo ultimo disco, "Mayehm".
 In realtà YouTube è pieno di format di concerti in streaming: dal classico e meraviglioso “Tiny desk concert” della NPR a quelli della rete televisiva francese Arté, per citare solo due tra i tanti esempi. E se qualcuno obietta che si tratta di show pre-registrati e trasmessi in differita - beh, è la stessa cosa che si faceva durante la pandemia. La maggior parte dei "concerti" non era in diretta. Qua sta l'ambiguità della parola live, che spesso indica contenuti registrati dal vivo, non trasmessi dal vivo.

Poi ci sono TikTok e i social media, altro spazio che garantisce – come YouTube – un’infrastruttura potente e un grande pubblico potenziale. Nel 2021 i Måneskin avevano lanciato il loro debutto ufficiale sul social con un concerto in diretta da Berlino. Lo scorso 14 dicembre Mariah Carey ha trasmesso in streaming uno show live natalizio da Las Vegas, in contemporanea su TikTok e Apple Music. Si trasmettono produzioni più classiche e non si fanno più le dirette improvvisate ed estemporanee della pandemia (o meglio, qualche artista le fa ancora, ma in maniera decisamente sporadica.

In Italia si preferisce la tv e il film-concerto

Mengoni a parte, in Italia sembra si preferiscano formati più tradizionali: quello dell’album live classico, che ha avuto una rinascita, di cui parlavamo qui, e di cui sono stati annunciati diversi altri esempi, da Elisa ad Alfa. Magari affiancando uno speciale televisivo concesso a una grande emittente, o un film-concerto che viene mandato per qualche giorno in sala con il formato della proiezione evento, per poi approdare in piattaforma. È il caso, per esempio, di “La chitarra nella roccia” di Lucio Corsi, che dal 22 novembre è disponibile su RaiPlay dopo essere passato dai cinema. Va detto che quello della distribuzione cinematografica del live è un formato diffuso anche tra artisti esteri, come il recente caso di “M” dei Depeche Mode, che ha generato un film e un album dal vivo tratti dai concerti a Città del Messico. L’album è sulle piattaforme, il film è stato presentato in sala, per poi arrivare su Netflix in questi giorni.

Insomma: i concerti in streaming sono tornati, senza mai essere davvero andati via. Si sono trasformati in qualcosa di diverso, una parte importante delle tante attività di un artista. Un modo per rafforzare il profilo e la fan base, ma anche per invogliare il pubblico ad andare a vedere di persona un concerto vero. Quelli, per fortuna, sono tornati.


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