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Henry Now, il ritorno degli Henry Cow: “Then again”

12.01.2026 Scritto da Franco Zanetti

Novembre 1978. Gli Henry Cow si sciolgono dopo un decennio di musica che ha ridefinito i confini del rock sperimentale.

Novembre 2022. Quattro membri fondatori tornano sul palco. Non per guardare indietro, ma per improvvisare il presente. Fred Frith, Tim Hodgkinson, Chris Cutler, John Greaves: il nucleo originale riunito sotto il nome Henry Now.

Nessuno spartito. Nessun materiale preparato.

“Henry Now – Then Again” è il primo lavoro discografico del quartetto, ed esce in LP e Cd.

Ci sono reunion che si nutrono di nostalgia, e poi ci sono reunion che la rifiutano completamente. Henry Now appartiene decisamente alla seconda categoria. Quando questi quattro musicisti – Fred Frith (chitarra, violino, elettronica), Tim Hodgkinson (tastiere, sassofono, lap steel, elettronica), Chris Cutler (batteria, percussioni), John Greaves (basso, voce), il nucleo fondatore degli Henry Cow – sono saliti sul palco a Piacenza il 18 novembre 2022, non erano lì per ricreare il loro passato. Erano lì per improvvisare il presente, portando in scena cinquant’anni di esperienza.

Gli anni Settanta sono stati il periodo d’oro del rock sperimentale. Gli Henry Cow ne furono una delle manifestazioni più significative – la forza trainante del movimento Rock In Opposition, condividendo il palco con i primi Pink Floyd, i Soft Machine e Captain Beefheart.

Fondato all’Università di Cambridge nel 1968 da Frith e Hodgkinson, il gruppo consolidò la sua formazione classica nel 1971 con l’aggiunta di Cutler e Greaves. Ne seguì un decennio di esplorazione che fruttò tre album in proprio, di cui uno uscito dopo lo scioglimento, e due in collaborazione con gli Slapp Happy.

Dallo scioglimento del gruppo nel 1978, i quattro hanno intrapreso percorsi diversi, pur mantenendo l’impegno verso l’esplorazione sonora. Le loro traiettorie individuali si sono intrecciate con i Residents, Robert Wyatt, Brian Eno, John Zorn, Laurie Anderson, Bill Laswell, Ensemble Modern.

La chiave è nel nome – come ha osservato Clive Bell su “The Wire, questo non è un progetto nostalgico. Il nome è stato suggerito dal promoter Max Marchini, fondatore di Dark Companion Records, che ha organizzato il concerto della reunion per celebrare il suo 60º compleanno. Cattura perfettamente lo spirito dell’impresa: questo non è un ritorno degli Henry Cow, ma sono gli Henry Cow al tempo presente. Come dicono loro: “Non ripeteremo i nostri vecchi brani, siamo aperti a nuovi tuffi in pascoli sonori sconosciuti.”

“Then Again” documenta integralmente il concerto di Piacenza – un’ora di musica completamente improvvisata.

L’album è stato montato e mixato da Fred Frith in due versioni distinte per vinile e CD: l’LP offre un percorso attraverso le esplorazioni della serata; il CD ne offre un altro. Entrambi sono completi in sé, ma insieme offrono un quadro più ampio di ciò che è accaduto quella sera di novembre a Piacenza.

Per chi ha seguito il percorso originario degli Henry Cow, “Then Again” è la prova che il vecchio fuoco arde ancora. A chi scopre questi musicisti per la prima volta, offre un punto d’ingresso alla storia di una delle band più significative della musica sperimentale.

 


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