Gli Strokes non hanno orecchie per ascoltare chi sostiene che musica e politica debbano essere due universi distinti. Ieri sera, sabato 18 aprile, la band ha chiuso il proprio set al Coachella con un montaggio visivo dal forte contenuto politico, che criticava apertamente la CIA e il governo degli Stati Uniti.
Durante l'esibizione al secondo weekend del celebre festival, gli Strokes hanno proiettato sul maxischermo una serie di immagini e messaggi che denunciavano il ruolo delle istituzioni governative americane in vari eventi storici e geopolitici. Il montaggio includeva riferimenti a operazioni controverse e interventi all’estero, suggerendo una visione critica dell’influenza statunitense nel mondo.
Le posizione politiche del frontman Julian Casablancas sono note: negli anni, Casablancas ha spesso criticato il sistema politico e le grandi corporazioni, sia nelle interviste sia nei concerti (settimana scorsa si è presentato sul palco con una maglietta che riprendeva il logo di Amazon trasformandolo nella scritta "Crime") e, anche in questa occasione, ha mantenuto un tono provocatorio e ironico durante il concerto. Il video finale ha rafforzato il messaggio politico dello show, trasformando la chiusura del set in una dichiarazione esplicita contro il potere istituzionale.
Il paragone con i live di Roger Waters nasce spontaneo: la carrellata dei volti di leader sudamericani (Torrijos, Árbenz, Roldós Aguilera) "rovesciati dalla CIA" è un classico tocco alla Waters, il quale ha sempre usato i suoi schermi per denunciare l'imperialismo statunitense. Le scritte a caratteri cubitali - come quella sulla morte di Martin Luther King Jr. ("US Govt found guilty of his murder in civil trial") - richiama lo stile grafico brutale e senza filtri che Waters usa per accusare i leader mondiali di crimini di guerra.
Waters è noto per non fare sconti sui temi caldi dell'attualità, e ieri gli Strokes hanno fatto lo stesso. La chiusura del set con le immagini degli attacchi missilistici a Gaza, seguite da un blackout totale improvviso, ha ricalcato la capacità di Waters di generare un'indignazione scomoda e pesante, peraltro in un contesto solitamente festoso come quello del Coachella Festival.
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