Il 27 agosto 1976 segna uno spartiacque fondamentale nella turbolenta cronologia degli Hawkwind. Quando Astounding Sounds, Amazing Music approda nei negozi di dischi, la scena musicale britannica è in piena ebollizione, e la band stessa sta attraversando una metamorfosi drastica. Il licenziamento di Ian "Lemmy" Kilmister l'anno precedente, avvenuto al confine canadese durante il tour nordamericano, aveva chiuso l'epoca d'oro del drone psichedelico e martellante culminata con Warrior on the Edge of Time. Orfani del caratteristico basso distorto che avrebbe poi fondato i Motörhead, gli Hawkwind si riorganizzano accogliendo Paul Rudolph e, soprattutto, reintegrando a tempo pieno una figura chiave che cambierà irreversibilmente le coordinate liriche e sceniche della formazione.
Il ritorno del poeta
Il rientro di Robert Calvert non serve solo a fornire una voce solista alla band di Dave Brock: inietta anche una dose di lucidità intellettuale e di visione teatrale che stravolge l'approccio compositivo. Calvert trasforma le derive cosmiche dei primi anni Settanta in narrazioni affilate, ironiche e spesso profetiche, aprendo la strada a quel rock venato di pop distopico e pre-new wave che esploderà definitivamente l'anno successivo con Quark, Strangeness and Charm.
Abbandonate le jam monolitiche, il sesto album in studio del gruppo si muove su binari più fluidi, dove le intuizioni elettroniche, i sintetizzatori e le ritmiche articolate prendono il sopravvento sull'hard rock spaziale, dimostrando una capacità di adattamento che permetterà al gruppo di intercettare persino l'urto imminente della cultura punk.
Pulp magazine e citazioni
L'intera operazione estetica e concettuale del disco è un brillante omaggio all'immaginario fantascientifico d'epoca. Il titolo stesso è una palese citazione incrociata di celebri riviste pulp come Astounding Science Fiction e Amazing Stories, bussole letterarie della golden age della sci-fi americana.
Questa devozione per il retro-futurismo è catturata magistralmente dall'iconica veste grafica curata dal geniale Barney Bubbles insieme a Tony Hyde. La copertina e gli interni replicano lo stile delle vecchie pubblicazioni a basso costo e ne assorbono l'essenza narrativa, creando un cortocircuito visivo che si sposa perfettamente con le liriche di Calvert, da sempre in bilico tra sociologia, critica al potere, ossessioni tecnologiche ed escapismo radicale.
Le sperimentazioni
Musicalmente, Astounding Sounds, Amazing Music è un caleidoscopio che espande enormemente il vocabolario del progressive spaziale. Il lavoro percussivo della coppia formata da Simon King e Alan Powell garantisce un motore ritmico inarrestabile, ma le composizioni respirano in modo inedito. Emblematica è la lunga traccia Steppenwolf, un tributo esplicito all'omonimo romanzo di Hermann Hesse che fonde il rock con inaspettate percussioni latine, ricordando le progressioni tipiche dei Santana prima di dissolversi in paesaggi dominati dal sax e dai sintetizzatori.
Altrettanto affascinante è Kerb Crawler, un brano dal solido groove rock che vanta un remix d'eccezione curato nientemeno che da David Gilmour dei Pink Floyd, a testimonianza dei continui intrecci tra i pionieri dell'underground britannico. Non mancano inoltre episodi di pura dilatazione sonora come Chronoglide Skyway, uno strumentale etereo e atmosferico che anticipa concettualmente le traiettorie ambient degli anni a venire.
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