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Gli effetti dei Mondiali sul catalogo degli Oasis

13.07.2026 Scritto da Mattia Marzi

And after all, è di nuovo Oasis mania, verrebbe da dire, citando uno dei versi di “Wonderwall”. Già, “Wonderwall”: solo nell’ultima settimana la canzone ha totalizzato su Spotify oltre 16 milioni di streams a livello mondiale, schizzando dalla sessantaseiesima alla ventesima posizione della classifica dei brani più ascoltati sulla piattaforma. Nelle ultime tre settimane ha totalizzato oltre 40 milioni di streams complessivi. Mica male per una canzone uscita nel 1995, trentuno anni fa. “I knew it, I knew you” di Taylor Swift, per dire, la canzone che la popstar statunitense ha composto per la colonna sonora di “Toy Story 5”, uscita il 5 giugno, nello stesso periodo di ascolti ne ha totalizzati appena due milioni in più, 42. Era il 17 giugno scorso quando i tifosi inglesi sugli spalti dello Stadio di Dallas, al termine di Inghilterra-Croazia, partita vinta per 4 a 2 da Harry Kane e compagni, intonavano per la prima volta in questi Mondiali la hit degli Oasis. Dando il via a un nuovo boom del catalogo delle icone del britpop, per la felicità dei conti di Noel e Liam Gallagher. Il tutto mentre impazzano le voci sul tour 2027 (arriverà, si dice, anche in Italia, per due date allo Stadio Olimpico di Roma nel luglio del prossimo anno) e sul possibile sbarco del docu-film della reunion “Don’t look back in anger”, atteso nelle sale il 10 settembre, alla Mostra del Cinema di Venezia. Insomma, dopo una separazione che sembrava insanabile, gli Oasis sono di nuovo al centro della scena.

Il record e le cifre

Per capire di cosa stiamo parlando: il boom di “Wonderwall” ha rappresentato un ulteriore boost per la permanenza di “(What’s the story) Morning glory?”, che questa settimana ha tagliato il traguardo della settimana numero 295 nella classifica Top Albums del Regno Unito su Spotify. Un record. Nell’ultima settimana è stato il nono album più ascoltato sulla piattaforma di streaming oltremanica: ha ottenuto più ascolti pure di “Confessions II”, il disco che ha segnato il ritorno di Madonna, accompagnato da una massiccia campagna promozionale, che si è “fermato” all’undicesima posizione. In classifica c’è anche un altro album degli Oasis, “Definitely maybe”, al sessantesimo posto. “Wonderwall” è rientrata anche nella top 40 dei singoli della Official Charts Company del Regno Unito, la classifica ufficiale di vendita britannica: «“Wonderwall” appartiene alla gente», ha detto Noel Gallagher. Ma “Wonderwall” non è l’unica canzone degli Oasis ad appartenere alla gente. L’impatto dei Mondiali sulla musica dei Gallagher in generale è certificato anche dai dati numerici riportati da Luminate, società che monitora gli ascolti sulle piattaforme e le vendite. In patria, gli ascolti in streaming della musica degli Oasis sono più che raddoppiati. Nel Regno Unito si sono registrati nell’ultima settimana oltre due milioni di ascolti in streaming dei brani della band. All’inizio di giugno la cifra ammontava a meno di un milione. A livello globale, invece, gli ascolti sono cresciuti del 40%.

La ristampa dell'album

Partita come una semplice celebrazione collettiva, "Wonderwall" è diventata a tutti gli effetti il nuovo inno dei Tre Leoni - così come è ribattezzata la nazionale inglese - che mercoledì affronteranno l’Argentina nella semifinale del torneo. Un’immagine che sembra riportare indietro le lancette del tempo, quando gli Oasis erano la colonna sonora di un’intera generazione britannica. Il ritorno di "Wonderwall" riporta inevitabilmente sotto i riflettori anche “(What's the story) Morning glory?", l’album che la contiene e che resta uno dei dischi più iconici degli Anni ’90. Pubblicato nel 1995, lo scorso anno ha celebrato il suo trentennale con una ristampa celebrativa firmata Sony Music, riportando all’attenzione del pubblico un catalogo che continua a esercitare un fascino trasversale, capace di conquistare tanto chi c’era allora quanto le nuove generazioni. La ristampa comprende 2 CD e 3 LP, con dentro cinque nuove versioni unplugged di alcuni brani contenuti. Oltre alla title track "Morning glory", ci sono anche quelle di "Cast no shadow", "Wonderwall", "Champagne supernova" e “Acquiesce".

Arriva una nuova versione di "Be here now"?

La sensazione è davvero quella di essere tornati nel pieno della Britpop. E il calendario sembra assecondare questa impressione: nel 2027 cadrà infatti il trentennale di un altro album del gruppo, "Be here now” del 1997, il terzo album della band di Manchester, disco che all’epoca fu accolto come uno degli eventi musicali più attesi del decennio. L’attesa intorno al seguito di "(What's the story) Morning glory?" era quasi senza precedenti: gli Oasis erano diventati il volto più popolare della nuova Inghilterra musicale, protagonisti di una rivalità generazionale con i Blur e trasformati in un fenomeno che andava ben oltre la musica. L’uscita di "Be here now" fu vissuta come un evento nazionale, capace di monopolizzare giornali, classifiche e conversazioni. L’album stabilì record di vendite nel Regno Unito e confermò la forza degli Oasis come una delle più grandi band del pianeta. Seguendo la tradizione inaugurata negli ultimi anni dalla band, è probabile che anche questo anniversario venga celebrato con nuove iniziative legate al catalogo. Gli Oasis hanno infatti già riacceso l’interesse sui loro primi grandi successi con le ristampe celebrative di "Definitely maybe" (pubblicato nel 2024 per il trentennale) e di "(What's the story) Morning glory?", celebrato nel 2025 a trent’anni dall’uscita con nuove edizioni dedicate a uno degli album più importanti della loro carriera. A questo punto, il prossimo capitolo naturale sembra essere proprio "Be here now". Il disco aveva già ricevuto un trattamento celebrativo nel 2016, quando uscì una nuova versione rimasterizzata nell’ambito delle iniziative per il ventennale dell’album, ma il trentennale potrebbe rappresentare l’occasione per un’edizione ancora più ampia, in linea con il percorso di recupero e valorizzazione del catalogo intrapreso dagli Oasis.

Il film

L’universo Oasis, però, non vive soltanto di nostalgia. Il gruppo è infatti al lavoro su un album dal vivo che documenterà il tour della reunion dello scorso anno, destinato a fissare su disco uno degli eventi musicali più importanti degli ultimi tempi. Anche il cinema contribuirà ad alimentare il rinnovato entusiasmo, con "Don't look back in anger”, aggiungendo un ulteriore tassello a quello che si sta trasformando in un vero e proprio nuovo capitolo della leggenda degli Oasis. Cifre alla mano, riuscire a “non guardare al passato con rabbia” risulta decisamente più facile.


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