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Gli album dal vivo di Vasco, dal peggiore al migliore

13.11.2025 Scritto da Mattia Marzi

Ha costruito il suo impero anche e soprattutto sui concerti, che vengono ormai da decenni definiti come dei riti laici, cerimonie rock di massa. Del resto, quello di Vasco Rossi è un vero e proprio culto per i suoi fan, che si consuma per la maggior parte proprio nella dimensione dei live, perché - dice lui - «il concerto è un rito di kom-unione e di liberazione». Non è un caso, dunque, che il rocker di Zocca sia l’artista italiano ad aver pubblicato il maggior numero di dischi dal vivo nel corso della sua carriera: con “Vasco Live 2025 - The essentials”, in uscita domani, saranno in tutto 13, da quel “Va bene, va bene così” che nel 1984 fissò su nastro le emozioni del tour della consacrazione dopo i due Festival di Sanremo di “Vado al massimo” e “Vita spericolata” a “Vasco Live Milano Sansiro”, passando per “Fronte del palco” e “Rewind”. Ci siamo divertiti a classificare tutti gli album dal vivo di Vasco, dal peggiore al migliore. In attesa di capire dove si piazzerà l’ultimo arrivato.

#12 - “Tutto in una notte - Live Kom 015” (2016):

Dopo aver saltato un giro nel 2012 per riprendersi dai problemi di salute che avevano colpito Vasco l’anno precedente, l’endocardite che lo costrinse a ricoverarsi in ospedale e ad annullare parte della tournée del 2011, nel 2013 il rocker di Zocca fa ripartire la sua epopea, proseguita nel 2014 e poi ancora nel 2015. Questo disco dal vivo fa rivivere la magia del concerto del 3 luglio 2015 allo Stadio San Paolo di Napoli, con tanto di dedica a Pino Daniele. È un disco dal vivo che arriva in una fase di transizione della storia di Vasco, appena prima da quello spartiacque senza ritorno che fu “Modena Park”.

#11 - “VascoNonStop Live” (2019):

Sei concerti consecutivi sold out a San Siro andavano celebrati in qualche modo. Ci pensa, nel 2019, questo album dal vivo, registrato con le voci dei 350 mila spettatori che hanno riempito la Scala del Calcio l’1, il 2, il 6, il 7, l’11 e il 12 giugno di quell’anno, cantando a squarciagola le varie “Cosa succede in città”, “Portatemi Dio”, “C’è chi dice no”, “Ti taglio la gola”. Arricchisce la tracklist l’inedito in studio “Se ti potessi dire”.

#10 - “Vasco live Milano Sansiro” (2025):

Siamo sempre a San Siro. Registrato il 12 giugno 2024, è il souvenir delle sette date consecutive tenute da Vasco nello stadio milanese quel mese. Ad arricchire il live ci pensa il brano-manifesto “Gli sbagli che fai”, sigla della serie Netflix “Il supervissuto”.

#9 - “Vasco Live Roma Circo Massimo” (2022):

È la fotografia di un’altra notte magica. Anzi, due. Quelle che l’11 e 12 giugno 2022 videro l’imperatore del rock italiano esibirsi per la prima volta in carriera al Circo Massimo, davanti a oltre 140 mila fan complessivi. In scaletta i classici di una vita e i brani dell’album “Siamo qui”, uscito l’anno precedente.

#8 - “Vasco Live Kom 011: The complete edition” (2012):

Il re è nudo. Pubblicato nel 2012, fu registrato in occasione dei quattro concerti tenuti il 16, 17, 21 e 22 giugno 2011 allo Stadio San Siro di Milano, poche settimane prima dell’annullamento della tournée a causa del ricovero in ospedale legato all’endocardite che colpì il rocker quell’estate.

#7 - “Vasco London Instant Live 04.05.2010” (2010):

Un Vasco inedito, alle prese con un pubblico internazionale, quello del concerto tenuto all’Hammersmith Apollo di Londra il 4 maggio 2010 in occasione del “Tour Europe Indoor”.

#6 - “Buoni o cattivi Live Anthology 04.05” (2005):

Il tour era quello dell’album “Buoni o cattivi”, oltre 470 mila biglietti venduti in tutto negli stadi italiani. Accompagnato da una band di fuoriclasse, capace di mettere insieme vecchi (Maurizio Solieri, Claudio Golinelli, Andrea Innesto) e nuovi compagni (Mkie Baird, entrato nel gruppo del Blasco nel 2001 e uscito proprio alla fine di quel tour), Vasco era in una forma straordinaria. Si sente. L’album vendette oltre 400 mila copie, pari a un Disco di diamante.

#5 - “Rewind” (1999):

All’Autodromo di Imola in occasione dello show di Vasco all’Heineken Jammin’ Festival la sera del 20 giugno 1998 erano originariamente attesi 30 mila spettatori. Alla fine furono più di 100 mila. Fu la più grande celebrazione del Blasco, almeno fino ad allora.

#4 - “Fronte del palco” (1990):

Registrato durante il “Blasco tour” del 1989, nello specifico in occasione delle date del 18 e 19 giugno all’arena civica di Milano, suona come un’anticipazione del Vasco fenomeno degli stadi.

#3 - “Vasco Live 10.7.90 San Siro” (1991):

Racconta un momento cruciale della carriera di Vasco: il primo concerto della sua carriera allo Stadio San Siro, il 10 luglio 1990. Dopo quella notte, la voce di “Vita spericolata” sarebbe tornata ad esibirsi nella Scala del Calcio altre 35 volte: la prima, però, rimane la più leggendaria di tutte e questo disco dal vivo ne è la prova.

#2 - “Vasco Modena Park” (2017):

Fissa su nastro le emozioni di una notte epocale, quella che il 1° luglio 2017 vide il rocker di Zocca festeggiare i suoi 40 anni di carriera davanti agli oltre 220 mila spettatori del parco Enzo Ferrari di Modena. Vasco quella sera era in stato di grazia, circondato da una luce speciale. Il concerto, epico e dall’inizio solenne, affidato a “Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss, lo vide riproporre brani che non eseguiva da tempo, da “Colpa d’Alfredo” a “Alibi”. In “Anima fragile” al pianoforte c’è Gaetano Curreri. La dedica a Massimo Riva su “Canzone” è struggente.

#1 - "Va bene, va bene così" (1984):

È il primo, il più iconico di tutti. Uscito nel 1984, nel bel mezzo dell’exploit su scala nazionale di Vasco dopo le due partecipazioni al Festival di Sanremo del 1982 con “Vado al massimo” e del 1983 con “Vita spericolata”, fotografa la Vasco-mania montante. I brani furono registrati in occasione dei concerti al Palasport di Cantù, alla Discoteca Verona 2000 di San Giovanni Lupatoto e al Teatro Tenda di Bologna durante il “Bollicine tour” del 1983. Vasco è sospeso tra la dimensione provinciale e il grande successo: registrazioni come quelle di “Colpa d’Alfredo”, “Deviazioni”, “Fegato, fegato spappolato” (con un omaggio a “God save the Queen” dei Sex Pistols), “Bollicine” e “Siamo solo noi” captano l’energia e la confusione di quel periodo. A impreziosire il disco, l’inedito “Va bene, va bene così”, originariamente destinato a Mina.

(Articolo originale su Rockol.it)

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