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Giù le mani dal pop italiano: la rivincita degli over 40

27.11.2025 Scritto da Mattia Marzi

Duri da battere. Lo cantavano nel 2017 Max Pezzali, Nek e Francesco Renga. Oggi quello slogan sembra descrivere alla perfezione il momento d’oro — anzi, i momenti d’oro - di altri protagonisti di quel pop italiano che definire “vecchio” suona ingeneroso e inelegante. Meglio chiamarlo “classico”: una scena che, dopo anni di ombre e di crisi, sta vivendo una sorprendente nuova primavera. Negli ultimi anni il ricambio generazionale della musica italiana, segnata dall’avvento di rapper e trapper e da un nuovo paradigma nelle classifiche, sempre più dominate dallo streaming e meno dalle vendite fisiche, sembrava aver relegato ai margini gli over 40 del pop che avevano dominato per oltre due decenni. Sembrava, appunto. Perché la storia è fatta di corsi e ricorsi. Anche quella della musica leggera.

Il caso di Giorgia e quello di Emma. E Tiziano "sfida" Taylor Swift

E così Giorgia, rigenerata dall’esperienza come conduttrice a "X Factor" e dalla vittoria morale all’ultimo Festival di Sanremo con “La cura per me”, torna in cima alla classifica Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana con il suo “G”: un traguardo che la 54enne cantante romana non raggiungeva dal 2013, quando Spotify era ancora lontano dall’essere il vero arbitro del mercato. «Ho capito che dovevo uscire dalla mia zona di comfort», ha raccontato la cantante romana, che per questa rinascita si è affidata alle penne e alle idee di giovani autori e produttori - da Blanco e Michelangelo, dietro la stessa "La cura per me" a Calcutta, passando per Federica Abbate e Davide Petrella - senza però snaturare la propria identità. Anche Emma, pur appartenendo a una generazione successiva a quella della voce di "Come saprei", ha vissuto un nuovo exploit: a 41 anni ha conquistato il primo posto nella classifica dei singoli più trasmessi in radio con “Brutta storia”, co-firmata da Olly e Juli. Non accadeva dal 2020 con "Latina". Chi punta alla vetta questa settimana è Tiziano Ferro, 45 anni, con il singolo “Fingo&spingo”, secondo estratto dall’album “Sono un grande” dopo “Cuore rotto”: dovrà vedersela con “The fate of Ophelia” di Taylor Swift, autentico colosso che ha contribuito a riportare il pop ai vertici delle classifiche a livello mondiale. 

"Il pop non morirà mai"

Intanto Eros Ramazzotti rilancia con "Una storia importante", un album che mescola inediti e nuove versioni dei suoi classici, impreziosito da collaborazioni con altri “titani” del pop classico: Giorgia, Elisa, Jovanotti e Max Pezzali. «Il pop, per me, non morirà mai», ha detto il 62enne cantautore romano, atteso la prossima estate negli stadi a ventidue anni dall'ultima volta. Il singolo apripista, “Il mio giorno preferito”, porta la firma di Calcutta e Tommaso Paradiso: «Hanno un’identità, non è da tutti», ha commentato. Nella stessa settimana sono usciti anche i nuovi lavori di Jovanotti e Cesare Cremonini. Il primo ha sparigliato le carte come solo lui sa fare con "Niuiorcherubini", un disco registrato in una sola settimana a New York, rigorosamente in analogico, lontano dalle tendenze contemporanee: «È il mio disco preferito: sarà un successo anche se lo ascolteranno in cinque», ha detto il 59enne eterno "Ragazzo fortunato". Cremonini, invece, ha pubblicato “Cremonini Live ’25”, testimonianza degli show che la scorsa estate hanno riempito gli stadi italiani: «Il mercato è una slot machine che premia la discografia dal punto di vista economico. Ma noi artisti dobbiamo ricordarci che esiste anche il percorso umano e artistico e va tenuto vivo - ha sottolineato il 45enne cantautore bolognese - la mia generazione, quella di Lorenzo, hanno fortuna di avere uno status. Dobbiamo offrire la libertà di fare dischi seguendo il piacere personale, le scoperte e le sfide che ci si pone personalmente».

Insomma, tra nuove collaborazioni, riscoperte artistiche e un pubblico che sembra aver ritrovato il gusto per il pop “classico”, mentre si cominciano a registrare avvisaglie di una crisi intorno a rapper e trapper, gli over 40 della musica italiana dimostrano che la loro stagione non è affatto finita. In un panorama dominato dallo streaming e dalle mode lampo, i signori e le signore della scena continuano a rappresentare un punto fermo: non solo perché hanno un passato importante, "una storia importante", per citare Ramazzotti. Ma perché sanno evidentemente ancora parlare al presente, da duri da battere quali sono. 

(Articolo originale su Rockol.it)

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