Al tempo dei primi album dei Rush, Geddy Lee, Alex Lifeson e Neil Peart ebbero l'opportunità di aprire i concerti di molte band famose, tra queste: ZZ Top, Kiss, Blue Öyster Cult, Status Quo e Aerosmith.
Strinsero un legame particolarmente forte con i Kiss che, come hanno ripetuto più volte, li trattarono benissimo e furono per loro fonte d'ispirazione in termini di professionalità durante i tour. Tuttavia, non andarono d'accordo con tutte le band, ad esempio gli Aerosmith, tanto che Geddy Lee e Alex Lifeson dissero che li trattarono "come merde".
Gli Aerosmith non gli permettevano di fare il soundcheck e, nonostante gli fosse stato detto di aspettare perché prima o poi l'avrebbero fatto, quella promessa non venne mai mantenuta. Racconta Geddy Lee: "Era molto raro a quei tempi ottenere un soundcheck, come abbiamo imparato aprendo i concerti degli Aerosmith per circa due mesi, senza mai riuscire a farlo. Ma i Kiss fecero di tutto per assicurarci un soundcheck. Quella è stata una bella lezione di professionalità. Il gruppo spalla ha il diritto di essere visto e di poter fare un soundcheck, se possibile. Anche se i gruppi spalla sono degli stronzi o semplicemente non ti piace la loro musica, è la cosa professionale da fare. Herns (il tour manager dei Rush, ndr) ipotizzava che, a suo parere, l'impianto audio degli Aerosmith fosse pesantemente caricato su tralicci aerei per mettere apposta in svantaggio qualsiasi gruppo spalla, lasciando una scelta minima di luci laterali e un paio di faretti, e nella dozzina di volte in cui abbiamo fatto da gruppo spalla non ci è mai stato concesso un soundcheck".
Nella sua autobiografia Lee scrive: "Ogni giorno aspettavamo pazientemente sugli spalti, ma non succedeva mai. Alcuni giorni ci dicevano che avremmo sicuramente avuto un'occasione, solo per poi vedere il tempo a nostra disposizione scorrere via. Poi sentivamo l'annuncio: 'Le porte apriranno tra cinque minuti'. Era un affronto intenzionale? Preferisco pensare che semplicemente non fossero organizzati. Certo, ormai è acqua passata, ma all'epoca era frustrante e demoralizzante. Eravamo giovani musicisti che cercavano di costruirsi una reputazione in un mondo nuovo e sconosciuto."
Curiosamente, solo un paio d'anni dopo, quando il chitarrista Joe Perry decise di lasciare gli Aerosmith per iniziare la carriera solista, si ritrovò ad aprire i concerti dei Rush durante la promozione dell'album "Moving Pictures" del 1981. La band canadese lo trattò nel miglior modo possibile. Geddy Lee gli raccontò di come si erano sentiti durante la loro esperienza con gli Aerosmith. Dopo un periodo in tour con il chitarrista, Geddy passò dal suo camerino. Gli chiese se avesse tutto il necessario. Dopo che Perry gli confermò che andava tutto bene, Lee disse: "Bene, fantastico. Perché non vorrei mai che tu ti sentissi come mi sono sentito io quando eravamo in tour con gli Aerosmith e io aprivo i tuoi concerti".
Nel 2015 nel corso di una intervista con Rolling Stone, interrogato sulle accuse formulate da Geddy Lee, Perry dichiarò di non ricordare cosa fosse successo all'epoca riguardo al fatto che ai Rush fosse stato impedito di fare il soundcheck. "Francamente, non ricordo di aver suonato con i Rush. La competizione tra le band era spietata, quella tra le crew ancora di più, quindi non dubito della parola di Geddy Lee. Ci hanno sempre trattato ingiustamente quando aprivamo per le band britanniche. Quindi dicevamo sempre alla nostra crew di prendersi cura dei nostri gruppi di supporto."
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Richard Sibbald
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link