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Fuochi e vulcani, fiumi e tigri: Annalisa dal vivo

29.11.2025 Scritto da Giorgia Lodato

Un racconto che si sviluppa in tre sogni – il fuoco, il fiume, la tigre – per raccontare la trasformazione dell’artista. Gli spettacoli dal vivo si stanno trasformando sempre pi in esperienze immersive fatte non solo di musica, ma anche di grandi scenografie, arti visive, effetti speciali, tecnologie visive di ultima generazione, proiezioni e architetture di luce e laser, storytelling e corpo di ballo. Vale anche per il concerto-show di Annalisa
Sono proprio i 14 ballerini diretti dal coreografo Simone Baroni a inaugurare “Ma noi siamo fuoco tour – Capitolo 1”, il primo dei due appuntamenti sold out al Forum di Assago del tour nei Palasport che prende il nome dall’ultimo album della cantante ligure uscito lo scorso 10 ottobre e che terminerà il 13 dicembre a Torino. 

“Finalmente siamo arrivati, sono felice di riprovare le stesse sensazioni provate qui, neanche troppo tempo fa, con uno show tutto nuovo, commenta Annalisa riprendendo fiato dopo le prime due canzoni e ricordando che al Forum si era già esibita l’anno scorso. “Vi ringrazio con tutto il cuore di essere qua. E buona musica”. È questo l’augurio che la cantante, accompagnata sul palco da Daniel Bestonzo (tastiere), Gianni Pastorino (tastiere) e Dario Panza (batteria), fa al suo pubblico prima di riprendere la sua metamorfosi, simboleggiata dal vulcano al centro della scena. 
Un pubblico eterogeneo di cui fanno parte coppie, bambine, adolescenti, fan alle prime armi e ammiratori storici che puntualmente le urlano “ti amo” alla fine di ogni brano. 

“Questa passione, questa energia è il fuoco di Milano”, ribadisce dal palco tra pezzi da novanta come “Ragazza sola”, “Bollicine” e “Discoparadise”, una coinvolgente versione di “Sweet dreams”, che ha portato alla serata delle cover al Festival di Sanremo 2024 insieme a La Rappresentante di Lista, e hit più recenti tra cui “Maschio”, “Esibizionista”, “Mon amour” e “Bellissima”. “Questo sentimento così forte che ci lega è sempre diverso, ogni volta facciamo un passo in più. La ragione per cui faccio musica è proprio creare questo legame e vivere tutto questo con voi”, racconta. 

Uno show in cui Nali, così la chiamano i suoi fan, dimostra le sue doti canore - specialmente in pezzi come ‘Tsunami’ e ‘Amica’ – e da musicista nell’esecuzione al pianoforte del medley che ha messo insieme alcuni dei brani più noti della sua carriera come “Diamante lei e luce lui” e “Una finestra tra le stelle” ma anche  ‘Secretly’ degli Skunk Anansie. 
Due ore e mezza di live in cui l’artista interpreta il pop in tutte le sue forme, spicca (letteralmente) il volo, canta da un letto sospeso nel vuoto, cambia look passando da total black, pelle e lustrini, raccontando amori, sentimenti, passioni, relazioni, trasgressioni e inquietudini tipiche dei millennial, generazione di cui l’artista più ascoltata sui digital store in Italia si fa portavoce. 

In un periodo in cui gli ospiti ai concerti sono la norma, se ne nota l’assenza. Così “Piazza San Marco” viene cantata senza l’attesissimo Marco Mengoni (impegnato in un tour europeo) e viene tagliata dalla scaletta “Storie brevi”, uno dei brani più belli del suo repertorio e originariamente incisa con Tananai. 
“Abbiamo vissuto tante ere, ci  siamo trasformati, siamo diversi”, dice in chiusura. “Ogni canzone è una trasformazione, significa trasformarsi insieme al mondo che si trasforma. E in tutto questo noi ci siamo sempre tenuti la mano. Siete voi il fiume, siete voi la tigre”, saluta prima dell’ultimo brano in programma, ‘Io sono’, che recita “Per il momento addio”. Solo per il momento, infatti. 

Scaletta

Dipende
Ragazza sola
Chiodi
Bye bye
Bollicine 
Nuda
Eva + Eva
Movimento lento
Avvelenata
Tsunami - Stelle
Euforia
Sweet dreams
Il mondo prima di te
Indaco violento
Medley (Diamante lei e luce lui, Una finestra tra le stelle, Alice e il blu, Bonsai, Secretly, Il diluvio universale)
Sinceramente
Mon amour
Esibizionista
Maschio
Emanuela
Piazza San Marco
Tropicana - Discoparadise
Amica
Bellissima
Io sono
 

(Articolo originale su Rockol.it)

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