News

Erykah Badu e The Alchemist, l’alchimia del tempo ritrovato

04.09.2026 Scritto da Michele Boroni

Concerti cancellati, date di uscita posticipate e altri capricciosi tira e molla sono all'ordine del giorno nel mondo dell'hip-hop, ed Erykah Badu, in quanto "regina delle streghe", è sempre stata nota per seguire il proprio orologio interno.
Pertanto, “Before the World blows” arriva con un anno di ritardo rispetto al primo annuncio, 16 anni dopo il suo ultimo album ufficiale “New Amerykah Part Two” e a 11 anni dalla sua ultima pubblicazione, il mixtape “But you can’t use my phone”. Di conseguenza, è giusto che la prima collaborazione tra la Badu e The Alchemist, dj, produttore e creatore del boom-bap con Mobb Deep e Freddie Gibbs, suoni come un messaggio di tempi passati, e nel senso migliore del termine. 

Una lunga preparazione 

The Alchemist per l’occasione ha steso un arazzo intessuto di campionamenti jazz - alcuni davvero pregevoli come quelli del tastierista polacco anni 70 Wojciech Karolak - sul quale le escursioni liriche e le meditazioni vocali della Badu trovano un comodo rifugio. I due hanno lavorato alle 16 tracce per oltre 18 mesi tra Dallas e Los Angeles: i pezzi non sono stati creati nell’isolamento incontaminato dello studio, ma occasionalmente venivano testati durante i concerti e a volte anche suonati con la band della cantante afroamericana, per poi apporre successivamente delle modifiche in studio. Questa metodologia ha fortemente allungato i tempi di produzione.
L’iniziale e ipnotica “Echoes” che si snoda per oltre sette minuti racconta bene il flusso di lavoro, il cui risultato non replica la formula perfetta raggiunta con i The Roots in “You got me” per privilegiare atmosfere cupe e toni oscuri che spesso sono in linea con i testi, come sempre mai scontati. La canzone in questione, ad esempio, contrappone la polarizzazione della società al potere curativo della musica, capace di unire "rossi, gialli, neri, bianchi o marroni": "Se non riusciamo a metterci d'accordo su un Dio che scegliamo / Allora, mio Dio, mettiamoci almeno d'accordo su questo rullante e questa cassa” canta la Badu. 

Le altre canzoni 

In “Next 2 U” The Alchemist ripropone la sua versione strumentale di "The Realest" dei Mobb Deep del 1999: il pezzo pur nella sua struttura ripetitiva incorpora giocosi cambi di tempo e piccoli salti diagonali e dispari, riuscendo a scorrere dolcemente e fluido, con un suono irresistibilmente magnetico, mentre la successiva  “Love me not” riporta il disco sul tradizionale beat neo-soul meditativo della Badu. Altrove molti featuring di Thundercat, Steve Lacy, il rapper Westside Gunn, Earl Sweatshirt (molto efficace in “I know that man”), DRAM, DJ Creole Princess (in “I just play a part” in cui si respirano le paludi del Sud degli Stati Uniti e ribolle lo spirito del voodoo).  
In chiusura “Black Box”, forse il pezzo più jazz dell’intero disco, grazie anche al sax di Kamasi Washington: qui la Badu si lamenta della dipendenza da cellulare dei suoi figli e pure la sua. “Questa scatola nera ha bisogno di un bue nero / Questa scatola nera è crack / Codificata con sponsorizzazione Covid e riposta nella fondina” canta con una voce roca come una Billie Holiday. 
Il Dj produttore originario di Beverly Hills è riuscito a costruire un album variegato, costituito da alti e bassi, ma soprattutto a riportare sulla scena Erykah Badu, da troppo tempo assente con nuovo materiale. 

 

 


Disclaimer:

Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.

Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.

Immagini e diritti

Rockol:

  • utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
  • impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
  • accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
  • pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright

Segnalazioni

Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.

Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link

(Articolo originale su Rockol.it)

condividi