«Il giornalaio di turno, il discografico esperto. Va tutto bene, sei in hype. Musica plastica e vai. Tutti fenomeni ormai. Pioggia di critiche online. Ma preferisco la ferocia alla pietà», recita la voce di Emma, a luci spente. In oltre quindici anni di carriera la popstar salentina ha attraversato luci e ombre del settore e lo racconta dal palco del Rock in Roma, all’Ippodromo delle Capannelle, dove ieri sera ha battezzato il tour estivo che la porterà ad esibirsi fino a settembre inoltrato nelle arene italiane, con chiusura il 9 settembre all’Ippodromo San Siro di Milano. «In questo circo pieno di chiagni e fotti ho scelto la strada più lunga, la salita più alta», rivendica. E ancora: «Non mi cambio la faccia, non vendo l’anima all’asta. Non mi interessa arrivare per prima, che per piacere a tutti poi perdiamo noi stessi». I 10 mila spettatori sotto il palco annuiscono e applaudono. E subito si capisce che il concerto assumerà presto i contorni di un bilancio di quello che è stato il percorso di Emma fin qui, in un anno segnato dal ritorno in classifica de “L’amore non mi basta”, riportata al successo da un trend su TikTok a distanza di tredici anni dalla sua uscita, tanto da diventare sulle piattaforme una delle canzoni più ascoltate della sua carriera.
La celebrazione di un percorso
Ma la storia di Emma va oltre la viralità di una canzone. È la parabola di un’artista che ha costruito la propria carriera passo dopo passo, assumendosi responsabilità e scelte e non nascondendosi dietro a un dito («Qualche mese fa è uscito il disco più importante della mia carriera, per cui ho lavorato due anni. Mi aspettavo grandi cose, ma non ha raggiunto i numeri che tutti si aspettavano. In questo Paese, se non vendi non vali e non è avvilente solo per me, ma per l’arte in generale», disse nel 2018, in diretta tv - il disco in questione era “Essere qui”). «Mi sono guadagnata tutto sol sudore sulla fronte», ribadisce dal palco. E pazienza che al Rock in Roma vada in scena un monumento di Emma, con i vari ospiti della serata che, a turno, la raggiungono sul palco contribuendo alla celebrazione. «Prenditelo tutto questo amore, perché hai sudato tanto e te lo meriti», dice Alessandra Amoroso, con la quale la popstar salentina canta quella “Pezzo di cuore” che incisero insieme nel 2021 dimostrando che no, il pop non aveva deciso di sventolare bandiera bianca davanti all’ondata di rap, trap e indie, ma di resistere (Salmo, tre anni prima, in “Playlist” aveva ordinato: «Fuori dai coglioni i vecchi scorreggioni della pop music»). «Se c’è una persona cazzutissima nel mondo dello spettacolo sei tu», aggiunge Annalisa, che raggiunge Emma su “Femme fatale” e “Sinceramente”. Se per come funzionano le cose oggi al fenomeno di turno basta mezzo Disco d’oro per arrivare negli stadi ad autoincensarsi, come si può contestare dell’autocelebrazione a una protagonista del pop italiano che è in giro da quasi vent’anni?
"Non ho mai pensato che il luogo decidesse la grandezza di un artista"
Sul palco Emma ripercorre le diverse fasi della sua discografia, ma non in ordine cronologico. Apre, vestita di rosso fuoco, con stivaloni che le arrivano fino alle ginocchia e la chitarra elettrica tra le braccia, con “La mia città”. E se l’inizio è un po’ diesel, con “Vita lenta” e “Pretaporter”, quando arriva “Iniziamo dalla fine” la festa entra nel vivo. Da “Schiena”, l’album del 2013 che conteneva “L’amore non mi basta”, rispolvera anche la stessa “Schiena” e “Trattengo il fiato”, nel medley riservato alle ballate. Un cambio d’abito e rieccola sul palco con un look più combattivo, tra guanti e calze a rete, stivaloni rossi e una t-shirt con l’immagine di una pantera rossa: è la volta di “Occhi profondi”, del femminismo di “Ogni volta è così”, di “Amami”, del duetto con Elisa su “Brutta storia” con Jvli che le accompagna alla chitarra e di quello con Rkomi su “Vacci piano”, prima di un medley elettronico con “Latina”, “Stupida allegria” e “Con le nuvole”, mentre Dardust smanetta alla consolle. «Su questo palco c’era una pressione e una responsabilità diversa. Per me lo stesso palco è uguale in ogni luogo, che si tratti di un club, di un pub, di una pizzeria. Non ho mai pensato che il luogo decidesse la grandezza di un artista. Ma stasera sentivo una pressione importante. Me la sono vissuta con un’angoscia e una preoccupazione che poi sono sparite quando ho preso il microfono», racconta, stemperando la tensione.
Nel segno di Vasco
È nel segno di Vasco che Emma affronta la sfida degli ippodromi. «Credo in un solo Dio», dice. E attacca una cover di “Delusa”, che fa scatenare la band compopsta da Lucio Enrico Fasino (basso), Daniel Bestonzo (tastiere), Raffaele “Rufio” Littorio e Antonio Crigliano (chitarre) e Davide Savarese (batteria): «Ehi, tu delusa / che cosa vuoi che sia una scusa / stai pur lì, che io lo so / che cosa è il sesso e il rock’n’roll». La voce del Komandante risuona nella spianata dell’ippodromo romano nel messaggio vocale che mandò alla popstar salentina quando nel 2018 firmò per lei il singolo “Io sono bella”: «La frase iniziale la devi dire più alla Vasco: “Fammi godere adesso…”». «Ok, Vasco. Ci provo», sorride Emma. C’è del Vasco anche nel singolo insieme a Fabri Fibra, “Antidroga”, con la chitarra col chorus resa iconica dal rocker di Zocca negli Anni ’80. E Fibra, che a Vasco dedicò la sua “Come Vasco”, viene accolto a Capannelle con gli stessi cori riservati da sempre al rocker: «Olè, olè, olè, olèèè, Fibraaaa, Fibraaa». Tutto torna. Il finale è da cantare a squarciagola, con “Cercavo amore”, “Apnea” e “L’amore non mi basta”. Dopotutto, le hit e i trend passano, mentre le carriere restano.
SCALETTA:
"La mia città"
"Vita lenta"
"Pretaporter"
"Iniziamo dalla fine"
"Pezzo di cuore" (con Alessandra Amoroso)
Medley: "Schiena/Trattengo il fiato/Mi parli piano"
"Mezzo mondo"
Medley: "In ogni angolo/Occhi profondi/Ogni volta è così/Amami"
"Brutta storia" (con Elisa e Jvli)
"Taxi sulla luna"
"Vacci piano" (con Rkomi)
Medley: "Latina/Stupida allegria/Con le nuvole" (con Dardust)
"Femme fatale" (con Annalisa)
"Sinceramente" (con Annalisa)
Medley: "Dimentico tutto/Non è l'inferno/Delusa/Io sono bella"
"In Italia" (con Fabri Fibra)
"Antidroga" (con Fabri Fibra)
"Cercavo amore"
"Apnea"
"L'amore non mi basta"
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