«Tutti rivoluzionari tutti quanti gran profeti, ma per 10 mila euro dici funziona così». Eddie Brock canta i mali del music business in un freestyle pubblicato a schiaffo sui suoi canali social ufficiali. Il cantautore romano, salito alla ribalta lo scorso autunno grazie al successo di "Non è mica te" (esplosa su TikTok, prima di conquistare le classifiche) e poi visto in gara al Festival di Sanremo direttamente tra i big con "Avvoltoi", in un videoclip si lascia andare a un duro sfogo contro il settore. E nel testo, tra le altre cose, dice: «Dovrei stringere mani per il cognome / dovrei farmi contatti compatti nel carrozzone / sorridere alla gente solamente a convenienza / dhe tanto mi scorderanno entro 24 ore / che orrore / io scrivo le canzoni per amore / per vedere chi mi ascolta che proverà un’emozione / e con la gente che si sparla che si vende finte glorie / in un mondo che si odia amarsi è la rivoluzione».
Lo scorso aprile il 28enne cantautore romano - vero nome Edoardo Iaschi: quello d'arte è un omaggio alla nemesi di Spider-Man nei fumetti Marvel - ha annullato il tour estivo con il quale avrebbe dovuto capitalizzare l'enorme visibilità arrivata grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo: «Il tour dei club è andato benissimo, meglio di quanto ci aspettassimo. Alcune date invece del tour estivo non stavano vendendo quanto alla fine ci aspettavamo, perché succede, così abbiamo deciso di convogliare tutto in altri appuntamenti», ha ammesso. Successivamente ha annunciato due nuovi appuntamenti, stavolta nei club, in programma per il 21 ottobre all'Hacienda di Roma e per il 25 ottobre alla Santeria Toscana di Milano.
Ora a distanza di tre mesi dall'annullamento del tour il cantautore ha deciso di raccontare il suo punto di vista sul music business e di farlo attraverso un freestyle. Il brano arriva a distanza di appena una settimana da un precedente sfogo affidato, anche in quel caso, ai social (la sensazione è che le due clip rappresentino i primi due capitoli di una serie "a puntate"). In quel testo, accompagnato dalla didascalia "Atto I: confessione", Eddie Brock metteva a nudo le proprie fragilità, parlando della paura di fallire, dell'ansia, del peso del giudizio e della difficoltà di sentirsi davvero all'altezza del successo raggiunto. «Ho paura di fallire / Non rispettare le mie aspettative», recitavano i primi versi, fino a un finale amaro e disilluso: «I commenti vanno bene / E gli insulti vanno bene / I giornali vanno bene / Ma alla fine come va? Bene». Ad accompagnare il brano, una clip dall'impatto simbolico: il cantautore era seduto su un lettino collocato sul tetto di Roma, che richiamava quello di uno psicanalista, indossando un camice e rivolgendosi a una figura interamente vestita di nero, in un dialogo metaforico con le proprie paure e i propri demoni interiori.
Nel nuovo brano, accompagnato dalla didascalia "Atto II: rabbia", Eddie Brock alterna accuse dirette al sistema a riflessioni più intime sul prezzo del successo. Il riferimento alla salute mentale non appare casuale: il cantautore descrive il peso delle aspettative, la pressione che accompagna la popolarità e la sensazione di dover continuamente dimostrare il proprio valore.
Questo il testo completo: del nuovo freestyle:
L'ultimo singolo di Eddie Brock è "Bel venerdì", uscito a maggio, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con "Avvoltoi". «Tante volte ci perdiamo in stupidaggini, in calcoli che non possiamo controllare. Noi facciamo parlare solo la musica», ha promesso ai fan.
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