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Earth, Wind & Fire: il film è già un evento, tra miti e misteri

02.06.2026 Scritto da Mattia Marzi

Oggi che è tutto un moltiplicarsi di documentari patinatissimi e senza contenuti e di biopic ripuliti e levigati fino a perdere spigoli e verità (citofonare “Michael”, per intenderci), arriva un docu-film che svela retroscena sorprendenti su una delle band più misteriose e influenti della storia della musica americana. È “Earth, Wind & Fire - To be celestian vs. That’s the Weight of the World”, il documentario che ripercorre la storia degli Earth, Wind & Fire. L’uscita, prevista per il 7 giugno su Hbo (in Italia è compreso nell'abbonamento a Hbo Max), è già un evento. Sarà presentato domani sera a New York al Tribeca Film Festival, dove ha offuscato perfino il film di Madonna legato al nuovo album “Confessions II” (subito dopo la proiezione ci sarà anche un’esibizione della band): non a caso, gli organizzatori l’hanno scelto per aprire l’edizione 2026 della kermesse. Un debutto, insomma, che sa già di consacrazione. Non potrebbe essere altrimenti, per un documentario - lo ha prodotto e diretto Questlove, vero nome Ahmir Thompson, genietto della musica americana che nel 2022 vinse un Oscar con “Summer of soul” - al quale hanno partecipato oltre a giganti della cultura black statunitense come Stevie Wonder, Lionel Richie e HER anche l’ex presidente americano Barack Obama e sua moglie Michelle, attesi al Tribeca. «Grazie a loro, mi sono detto: se gli Earth, Wind & Fire possono fare questo, io cosa posso fare?», racconta nel film Obama, al quale il gruppo un tempo capitanato dal geniale e visionario Maurice White - scomparso nel 2016 a 74 anni dopo aver lottato per ventiquattro anni contro il morbo di Parkinson - deve moltissimo.

Era il 2009 e Obama, il primo presidente afroamericano degli Usa, invitò gli Earth, Wind & Fire a suonare alla Casa Bianca poco dopo il suo insediamento. La carriera della band di “September”, 90 milioni di copie vendute a livello mondiale tra gli Anni ’70 e ’80 e 9 Grammy Awards vinti, era in una fase discendente. Fu lui a riportare Maurice White e compagni al centro dell’attenzione pubblica e culturale, ribadendo il loro status di icone della musica americana: nel giro di pochi mesi gli Earth, Wind & Fire tornarono a riempire le grandi arene degli Usa. «Ti facevano pensare che tutto fosse possibile», dice l’ex first lady Michelle Obama nel documentario. A proposito di “September”, che rimane senza dubbio la più grande hit degli Earth, Wind & Fire: il documentario di Questlove fa luce anche sui significati nascosti del testo del brano, avvolto da enigmi e misteri. A partire dall’incipit: «Ti ricordi, la ventunesima notte di settembre?». Di cosa parlava lo spiega proprio Questlove: «“September” era solo una canzone di scarto in una raccolta dei più grandi successi. l figlio di Maurice sarebbe dovuto nascere il 21 settembre, quindi tecnicamente il brano parlava della gioia che avrebbe provato nello scoprire che suo figlio stava per nascere. Ma il bimbo nacque prematuro. Tuttavia, hanno mantenuto la data del 21 settembre».

Ma quello di “September” è solo uno dei tanti misteri che rendono affascinante la carriera degli Earth, Wind & Fire e la loro produzione, con quegli elementi spirituali e New Age e quell’estetica futuristica che accompagnavano la miscela di funk, soul, r&b, jazz e disco che caratterizza la musica di Maurice White e soci. Basti pensare banalmente alle iconiche copertine dei loro dischi, che sembravano uscire da un culto segreto, tra rimandi all’antico Egitto (“All ’n all”) e simbologie esoteriche (“I am”, “Spirit”). Lo stesso nome del gruppo richiamava i simboli alchemici. Le critiche non li risparmiarono. Ai loro primi concerti il pubblico li fischiava a causa dell’immagine futuristica e dei costumi di scena: «A un concerto a Philadelphia qualcuno lanciò anche degli oggetti sul palco. Indossavano eleganti dashiki dell’Africa e a un certo punto si sedettero sul palco in posizione del loto, con le gambe incrociate, per otto minuti, finché il pubblico non si calmò - ricorda Questlove - possiamo scegliere tra l’alto e il basso, quando li ascoltiamo: gli Earth, Wind & Fire erano una band celestiale. Ingannavano il pubblico inducendolo alla positività attraverso testi edificanti e messaggi spirituali». Tra testimonianze inedite e materiale d’archivio, nel film rivive anche la voce di Maurice, che racconta: «Volevo raggiungere un pubblico universale, far progredire le coscienze attraverso la musica e cambiare il mondo».

Poi c’è, naturalmente, la musica. Raccontata attraverso i video delle storiche esibizioni del gruppo, hit come “Let’s groove”, “After the love has gone”, “Keep your head to the sky” e “Fantasy”, ma anche attraverso le testimonianze dei membri storici Philip Bailey, Verdine White e Ralph Johnson e di giganti come Lionel Richie e Stevie Wonder. «La più grande band della storia della musica soul e pop», li definisce la voce di “All night long”. E Stevie Wonder: «Hanno contribuito a cambiare la musica pop e soul con innovazione e qualità musicale elevata». Se non fosse stato per loro, il primo gruppo afroamericano a registrare il tutto esaurito al Madison Square Garden di New York nel 1979, probabilmente Michael Jackson e Prince e lo stesso Lionel Richie, non sarebbero diventati gli artisti che tutti abbiamo conosciuto: «Da Prince a Michael, erano tutti lì a prendere appunti», rivendica, orgoglioso, il bassista Verdine White. Un documentario da ballare dall’inizio alla fine.


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