Tra le uscite discografiche del prossimo 5 giugno si segnala il secondo album delle Dea Matrona, "Hate that I care", che segue a due anni di distanza l'esordio intitolato "For your sins". Chi sono le Dea Matrona? Presto detto, è un duo originario di Belfast, Irlanda del Nord, composto da Orláith Forsythe e Mollie McGinn, attivo dal 2018, che deve la propria ascesa a una serie di video pubblicati sul web in cui propongono versioni di alcuni classici del rock per le strade della loro città. "Ci incontravamo nel fine settimana, uscivamo di casa la mattina e non tornavamo per tutto il giorno. Credo che ci sia stata un'estate in cui abbiamo suonato per strada praticamente tutti i giorni."
Orláith e Mollie si conoscono dai tempi della scuola e se esiste una cosa a cui tengono è l'indipendenza artistica, motivo per cui il primo disco l'hanno autoprodotto rifiutando l'offerta di una major discografica (“Crediamo che le major dovrebbero offrire contratti molto più etici agli artisti. Soprattutto considerando l'attuale panorama dello streaming, i contratti discografici non sono il modo principale per guadagnare con la propria musica”), e il nuovo album viene pubblicato per la AWAL (Artists Without a Label), etichetta discografica indipendente che si propone come alternativa al tradizionale modello delle case discografiche. Una etichetta che offre ai suoi artisti indipendenza creativa e la piena proprietà della musica pubblicata, ideali in linea con la filosofia delle due giovani ragazze irlandesi.
Dopo anni di gavetta suonando ovunque e con chiunque, nel 2024 le Dea Matrona pubblicano il loro primo album, "For your sins", che riceve una buona accoglienza, soprattutto nel circuito della musica indipendente. Nel corso dell'anno seguente il duo ha modo di supportare concerti di big quali Corrs, Sting, Sheryl Crow, Shania Twain, Bryan Adams e Darkness. La collaborazione dal vivo con Sting si ripeterà anche quest'anno, il prossimo mese apriranno infatti alcuni concerti del nuovo tour dell'ex frontman dei Police.
Il nuovo disco "Hate that I care" segna un deciso passo in avanti nella carriera delle Dea Matrona. Un album in cui le due ragazze hanno una maggiore consapevolezza di loro stesse. Mollie parlando della title track ha rivelato: “Quando non eravamo in tour, sono caduta in una routine notturna e mi sono allontanata da molte delle persone a cui tengo. "Hate That I Care" è scritta per me stessa, non per nessun altro, e cattura la stanchezza che deriva dal mascherare le emozioni e dal cercare di essere presenti in modo autentico.”
Mentre dell'album spiegano che è un lavoro molto personale: "Le persone hanno sempre cercato di indovinare chi siamo, sia musicalmente che personalmente. Il nostro secondo album, "Hate That I Care", è una risposta a questo: è più personale, più onesto e più consapevole del mondo che ci circonda rispetto a qualsiasi cosa abbiamo fatto prima. Riflette la pressione di dover apparire più forti di quanto non siamo naturalmente e la sensazione di non appartenere veramente a questo ambiente. Realizzare questo album ci ha fatto capire quanto in modo simile affrontiamo le cose: ci chiudiamo in noi stessi, ci teniamo occupati ed elaboriamo tutte le nostre emozioni scrivendo canzoni che abbracciano i nostri valori."
A proposito del nome Dea Matrona (Dea Madre) è preso a prestito dalla mitologia celtica. Mentre se vi capiterà di vederle in concerto potrete notare come Orláith e Mollie a volte si scambiano basso e chitarra. Questa è una abitudine maturata ai tempi di quando suonavano per strada ed avevano un basso piuttosto pesante, tanto pesante da doverselo passare l'un l'altra per dividersi il carico. "Entrambe preferiamo suonare il basso. I bassisti sono anche i più fighi. So che l'industria musicale predilige i chitarristi, ma c'è qualcosa di speciale nei bassisti. Sentire un basso provenire da un impianto audio... Quando sei sul palco, puoi sentire quel rimbombo profondo. E poi ci sono meno pedali da premere! Suonare la chitarra e cantare è difficile, ma è premere i pedali che può essere la cosa più complicata..."
Tracklist:
Hate That I Care
My Own Party
A Rebel Song
Aisling
John Doe
Wait
Magic Spell
Summer Rain
Siren Song
Told U I'm Strange
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