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Dagli Yard Act a Steve Lacy: i dischi della settimana

13.07.2026 Scritto da Claudio Cabona / Mattia Marzi

Quattro uscite, quattro modi diversi di intendere il presente della musica. Dalla scrittura intima e confessionale di Gracie Abrams al funk obliquo e sofisticato di Steve Lacy, passando per la satira post-punk degli Yard Act e le atmosfere cupe e visionarie di Tricky, la settimana discografica mette insieme artisti lontanissimi per linguaggio e sensibilità, ma accomunati dalla volontà di sfuggire alle formule più prevedibili. Tra conferme, evoluzioni e nuovi percorsi creativi, ecco i dischi da ascoltare per orientarsi tra le novità più interessanti del momento.

Yard Act - "You're Gonna Need A Little Music"

Gli Yard Act tornano con "You're Gonna Need A Little Music", il terzo album in studio della band di Leeds dopo "The Overload" e "Where's My Utopia?". Il disco è prodotto da Justin Meldal-Johnsen (Beck, Wolf Alice) e rappresenta un nuovo passo nell'evoluzione del gruppo, che per la prima volta ha lavorato registrando insieme in studio, dopo i precedenti album realizzati in gran parte a distanza. Il progetto nasce dalla volontà di esplorare il tema delle molteplici realtà contemporanee e della difficoltà di trovare una visione condivisa del mondo. James Smith e compagni continuano a muoversi tra post-punk, spoken word e influenze funk, ampliando però la loro tavolozza sonora verso atmosfere più ambiziose e articolate.

Gracie Abrams - "Daughter from hell"

A due anni dal successo di "The secret of us", Gracie Abrams inaugura un nuovo capitolo della sua carriera con "Daughter from hell", il suo terzo album in studio, quello che un tempo era definito "il lavoro della maturità". Il disco, anticipato dai singoli "Hit the wall" e dalla title track, conferma il sodalizio con Aaron Dessner, affiancato in alcuni brani da Daniel Nigro, Bryce Dessner, Justin Vernon e Marcus Mumford. Composto da 16 tracce, l'album segna un'evoluzione rispetto al precedente lavoro: Abrams abbandona in parte il tono puramente diaristico per affrontare temi più ampi, tra cui il passaggio all'età adulta, i rapporti familiari, il senso di colpa e l'incertezza del presente. La stessa cantautrice ha descritto "Daughter from hell" come il suo progetto più personale e ambizioso, nato dopo un lungo periodo di tour e da una rinnovata urgenza creativa. Le nuove canzoni mantengono l'intimità che l'ha resa una delle voci più apprezzate del pop contemporaneo, ma ampliano la tavolozza sonora con arrangiamenti più ricchi e una scrittura che guarda oltre la confessione autobiografica.

Steve Lacy - "Oh yeah?"

A quattro anni da "Gemini rights", l'album che lo ha consacrato grazie al successo di "Bad habit", Steve Lacy torna con "Oh yeah?", in uscita il 17 luglio. Il terzo lavoro in studio del musicista di Compton raccoglie dieci brani e conferma la sua capacità di muoversi con naturalezza tra R&B alternativo, funk, rock psichedelico e pop d'autore. Prodotto dallo stesso Lacy insieme a Matt Martians, il disco è stato anticipato dai singoli "Nice shoes", "The feeling e is it cool?", quest'ultimo realizzato in collaborazione con SZA. Nella tracklist figurano anche ospiti come Erykah Badu e Cecile Believe, a testimonianza di un progetto che punta a espandere ulteriormente il suo universo sonoro. Secondo le note di presentazione, "Oh yeah?" è il lavoro più personale dell'artista e nasce dall'incontro tra chitarre e sintetizzatori, mantenendo l'approccio elegante e imprevedibile che aveva caratterizzato Gemini Rights, ma con una scrittura ancora più intima e sperimentale.

Tricky - "Different When It’s Silent"

Tricky torna con "Different When It’s Silent", il suo primo album a nome proprio dopo sei anni da "Fall to Pieces" del 2020. Il nuovo lavoro nasce dopo un periodo profondamente segnato dalla perdita della figlia, avvenuta nel 2019, un evento che ha cambiato il suo rapporto con la musica, con la stampa e con l'esposizione pubblica. "Fall to Pieces" era stato il modo di affrontare quel dolore, mentre negli anni successivi Tricky aveva trovato maggiore interesse nei progetti paralleli. La motivazione per tornare con un album personale è arrivata nel 2025, quando il nuovo manager Alan McGee ha ascoltato i brani in lavorazione e lo ha convinto a pubblicarli come un vero disco di Tricky. Con "Different When It’s Silent", Tricky apre quindi un nuovo capitolo della sua carriera, tornando alle atmosfere oscure e alla ricerca sonora che hanno definito il suo percorso fin dagli anni Novanta.


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