Di tutto: è quello che può succedere a Eurovision 2026, che comincia ufficialmente stasera. E in parte è già successo di tutto, perché la macchina produttiva è in moto da settimane. Potrebbe pure succedere che l’Italia si piazzi molto bene una delle edizioni più controverse di sempre - chi lo sa: certo è che, anche se “Per sempre sì” di Sal Da Vinci non è tra le prime favorite, il nostro paese come sempre se la gioca. Ma andiamo con ordine e capiamo cosa c'è in ballo e perché questa è un'edizione ancora più politica e problematica del solito. No, non c'entrano solo le canzoni.
Quando, come, dove, chi c'è
I dati: ESC si svolge presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone “Wasted Love” nell’edizione precedente. Si vede sulla RAI: le semifinali del 12 e 14 maggio su Rai 2 e la finale del 16 maggio su Rai 1 con la conduzione di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini. Si può vedere anche su YouTube, dove vengono poi caricate in tempo reale le clip delle performance.
Nei 35 paesi in gara tornano Bulgaria, Romania e Moldavia, ma ci sono 5 assenze di peso: la Spagna (uno dei paesi “big five” che hanno accesso diretto alla finale in quanto fondatori), Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Islanda, che hanno boicottato la manifestazione. Il motivo è la presenza di Israele: diversi paesi ne avevano chiesto l'esclusione come successo per la Russia nel 2022, poi confermata dopo un criticatissimo procedimento di revisione dell’EBU (l’associazione dei broadcaster che organizza la manifestazione). Una decisione che ha portato a una spaccatura mai vista in decenni di gara.Unica "concessione", si fa per dire: una parziale modifica del regolamento. Già l'anno scorso si era parlato di pratiche “borderline” di Israele, che avevano portato il paese ad arrivare addirittura secondo nonostante le polemiche e le proteste che già avvenivano per la partecipazione alla manifestazione. Accuse rilanciate ieri dal NYTimes, che ha pubblicato un'inchiesta sui metodi usati dallo stato e da "una campagna orchestrata direttamente dal governo per influenzare il voto" e "trasformare il palco in uno strumento di soft power".
Il meccanismo
Il meccanismo del concorso resta quello classico. 30 paesi si sfidano nelle due semifinali, in programma l’12 e il 14 maggio, mentre i cosiddetti Big (Italia, Francia, Germania, Regno Unito), insieme alla nazione ospitante – quest’anno l’Austria, vincitrice dell’edizione 2025 – sono qualificati di diritto alla finale del 16 maggio. Dalle semifinali passeranno 20 artisti, 10 per ciascuna serata, portando a 25 il totale dei finalisti.
Il sistema di voto è stato appunto parzialmente rivisto. Nel 2026 nelle semifinali ci sono sia il televoto che il voto delle giurie nazionali specializzate, che negli anni passati votavano solo in finale. Le giurie quest'anno devono avere composizione più ampia e includere anche profili più giovani, ed entrambi pesano il 50%. È stato ridotto il numero massimo di voti per utente, per limitare le campagne aggressive di marketing digitale come quella appunto attribuita ad Israele nel 2025.La politica, la polemica
Quella del regolamento parzialmente modificato è l’unica concessione che EBU ha fatto alle polemiche “politiche” che già si sono viste nel 2025 e che quest’anno sono esplose con la defezione di 5 paesi in polemica contro la presenza di Israele, considerata inaccettabile anche visto che nel 2022 la Russia venne esclusa con una decisa scelta politica.
Sebbene EBU sostenga che ESC sia uno show di intrattenimento dove le polemiche e la guerra devono rimanere fuori, Eurovision Song Contest è sempre stato uno show con una forte connotazione politica: i paesi partecipano per presentare se stessi, più che le canzoni e gli artisti. Così molto in questo campo è già successo - per esempio una lettera di grandi artisti (da Paul Weller a Brian Eno, dai Massive Attack a Roger Waters) che chiedono di boicottare la manifestazione per sostegno a Gaza - e molto altro succederà questa settimana. Sarà un’edizione per certi versi contemporaneamente sottotono, per via di queste assenze e boicottaggi che porteranno a un’attenzione dei media ridotta, e allo stesso tempo più problematica perché è inevitabile che ci saranno attività contro Israele e pro-Palestina che si prenderanno la scena.L’Italia: Sal Da Vinci (e Senhit)
“Innanzitutto, questa è una questione politica, la musica non c’entra niente, la musica copre tutti i dolori del mondo. Io rispetto chi protesta, ma ognuno fa per sé. Ma io ho voluto fortemente partecipare”, ha raccontato Sal Da Vinci la scorsa settimana alla presentazione italiana di ESC, sposando la tesi RAI, ovvero quella della non politicizzazione della manifestazione. “Per sempre sì” è attualmente 9° nelle previsioni delle scommesse, con appena il 3% di probabilità di vittoria, in risalita. Davanti a lui, nettamente favoriti, ci sono i finlandesi Lampenius & Parkkonen con il 31%, seguiti dal greco Akylas (16%).
La canzone verrà portata sul palco mettendo in scena un matrimonio: chissà che la proposta iper-pop, melodica, fortemente legata a un’identità nazionale italiana e contemporaneamente molto social e meme, non finisca per fare presa sul pubblico.In gara c’è anche un altro pezzo d’Italia: San Marino, che torna per la quarta volta con Senhit. La cantante bolognese è alla 4ª partecipazione: nel 2021 era arrivata in finale, accompagnata da Flo Rida, quest’anno sarà al suo fianco Boy George per la performance di “Superstar”.
Le semifinali e le scalette
Queste le composizioni delle due semifinali:
12 maggio - si esibiranno fuori gara anche Italia e GermaniaMoldavia: Satoshi – “Viva, Moldova!”
Svezia: FELICIA – “My System”
Croazia: LELEK – “Andromeda”
Grecia: Akylas – “Ferto”
Portogallo: Bandidos do Cante – “Rosa”
Georgia: Bzikebi – “On Replay”
Italia: Sal Da Vinci – “Per Sempre Sì” (esibizione fuori gara)
Finlandia: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – “Liekinheitin”
Montenegro: Tamara Živković – “Nova Zora”
Estonia: Vanilla Ninja – “Too Epic To Be True”
Israele: Noam Bettan – “Michelle”
Germania: Sarah Engels – “Fire” (esibizione fuori gara)
Belgio: ESSYLA – “Dancing on the Ice”
Lituania: Lion Ceccah – “Sólo Quiero Más”
San Marino: SENHIT – “Superstar”
Polonia: ALICJA – “Pray”
Serbia: LAVINA – “Kraj Mene”Seconda semifinale, giovedì 14 maggio
si esibiranno fuori gara Francia, Austria e InghilterraBulgaria: DARA – “Bangaranga”
Azerbaigian: JIVA – “Just Go”
Romania: Alexandra Căpitănescu – “Choke Me”
Lussemburgo: Eva Marija – “Mother Nature”
Cechia: Daniel Zizka – “CROSSROADS”
Francia: Monroe – “Regarde !” (esibizione fuori gara)
Armenia: SIMÓN – “Paloma Rumba”
Svizzera: Veronica Fusaro – “Alice”
Cipro: Antigoni – “JALLA”
Austria: COSMÓ – “Tanzschein” (esibizione fuori gara)
Lettonia: Atvara – “Ēnā”
Danimarca: Søren Torpegaard Lund – “Før Vi Går Hjem”
Australia: Delta Goodrem – “Eclipse”
Ucraina: LELÉKA – “Ridnym”
Inghilterra: LOOK MUM NO COMPUTER – “Eins, Zwei, Drei” (esibizione fuori gara)
Albania: Alis – “Nân”
Malta: AIDAN – “Bella”
Norvegia: JONAS LOVV – “YA YA YA”
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Kjell Engman / EBU
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link