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Chi possiede le canzoni di Michael Jackson

05.08.2026 Scritto da Elisabetta Castelli

Il Re del Pop è tornato a regnare. Il successo mondiale del biopic "Michael", diretto da Antoine Fuqua e interpretato da Jaafar Jackson, ha riacceso l’interesse per una delle discografie più redditizie della storia della musica. Il film sull'ascesa di Michael Jackson ha superato il miliardo di dollari d’incasso globale, diventando il biopic musicale di maggiore successo commerciale di sempre e battendo il primato precedentemente detenuto da "Bohemian Rhapsody". L’effetto sulle piattaforme di streaming è stato immediato. Nella settimana successiva all’uscita del film, il catalogo di Michael Jackson ha totalizzato negli Stati Uniti circa 137,5 milioni di ascolti on demand, con un incremento del 146 per cento rispetto alla settimana precedente. “Billie Jean” è rientrata nella Billboard Hot 100, mentre album come "Thriller" e numerosi altri successi hanno conosciuto una nuova impennata di ascolti e vendite. A beneficiare del ritorno di fiamma sono stati brani come “Beat it”, “Smooth criminal”, “Rock with you”, “Human nature” e “Don’t stop ’til you get enough”.  Ma dietro ogni riproduzione, vendita, utilizzo pubblicitario o sincronizzazione cinematografica si nasconde una domanda meno semplice di quanto sembri: oggi a chi appartengono le canzoni di Michael Jackson?

Canzone e registrazione: due diritti diversi

Per rispondere bisogna innanzitutto distinguere tra la composizione e il master. La composizione è costituita dalla musica e dal testo. I relativi diritti spettano agli autori e agli editori musicali. Il master è invece la specifica registrazione sonora pubblicata su disco: per esempio, la versione di “Billie Jean” contenuta in "Thriller". Uno stesso brano genera quindi due flussi economici distinti. Quando viene trasmesso alla radio, riprodotto in streaming, utilizzato in un film oppure reinterpretato da un altro artista, possono essere coinvolti proprietari e amministratori differenti. Nel caso di Michael Jackson, inoltre, non tutte le canzoni da lui interpretate furono scritte personalmente. “Thriller”, per esempio, venne composta da Rod Temperton; “Man in the mirror” da Siedah Garrett e Glen Ballard; “Human nature” da Steve Porcaro e John Bettis. Jackson era l’interprete di quelle registrazioni, ma non il titolare originario della relativa quota autorale. Diversa è la situazione di brani come “Billie Jean”, “Beat it”, “Bad”, “The way you make me feel”, “Dirty Diana”, “Black or white” e “They don’t care about us”, scritti interamente o in parte dallo stesso Jackson.

Il catalogo personale e Mijac Music

Michael Jackson aveva costituito nel 1980 la propria società editoriale, Mijac Music, destinata a raccogliere le sue composizioni e altri cataloghi acquistati nel corso degli anni. Mijac non comprende soltanto le canzoni scritte da Jackson. Nel tempo ha acquisito interessi in opere associate ad artisti e autori come Sly and the Family Stone, Kenneth Gamble e Leon Huff, oltre a titoli interpretati da Ray Charles, Elvis Presley e Aretha Franklin. Alla morte di Michael Jackson, avvenuta il 25 giugno 2009, i suoi interessi in Mijac, nei master e negli altri beni musicali passarono all’Estate of Michael Jackson, amministrato dagli esecutori testamentari John Branca e John McClain. L’Estate non va confuso con la famiglia Jackson nel suo complesso. È una struttura giuridica incaricata di amministrare il patrimonio dell’artista secondo il testamento e nell’interesse dei beneficiari del Michael Jackson Family Trust, tra i quali figurano principalmente i tre figli.

L’accordo da oltre un miliardo con Sony

Il passaggio decisivo è avvenuto nel 2024, quando Sony Music Group ha acquistato dall’Estate una partecipazione del 50 per cento in un ampio pacchetto di diritti musicali di Michael Jackson. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Billboard e Variety, Sony avrebbe pagato almeno 600 milioni di dollari, attribuendo all’insieme degli asset una valutazione superiore a 1,2 miliardi. L’operazione ha interessato sia partecipazioni nelle registrazioni originali sia diritti editoriali, compresi beni appartenenti al catalogo Mijac. In termini semplificati, il nucleo principale del catalogo solista di Michael Jackson è oggi condiviso tra: Sony Music Group, titolare della partecipazione acquistata nel 2024; l’Estate of Michael Jackson, che ha conservato la parte restante e continua a svolgere un ruolo determinante nella gestione del patrimonio e dell’eredità artistica. Non è però corretto concludere che Sony “possieda metà di tutto Michael Jackson”. L’accordo riguardava un insieme definito di diritti musicali e non trasferiva automaticamente la proprietà del nome, dell’immagine, degli oggetti personali, dell’archivio o di tutte le attività commerciali e teatrali collegate all’artista. Il biopic "Michael", per esempio, è stato realizzato con la collaborazione e l’autorizzazione dell’Estate, che continua a controllare numerosi aspetti dello sfruttamento commerciale della figura di Jackson.

I dischi Epic e il ruolo storico di Sony

Il legame tra Jackson e Sony risale a molto prima dell’accordo del 2024. Dopo aver lasciato la Motown insieme ai fratelli, i Jacksons firmarono con la Epic Records, etichetta appartenente al gruppo CBS, successivamente acquistato da Sony. Attraverso Epic uscirono i grandi album solisti della maturità: "Off the wall", "Thriller", "Bad", "Dangerous", "HIStory" e "Invincible". Sony ha quindi pubblicato e distribuito per decenni le registrazioni più celebri del cantante, oltre a occuparsi delle ristampe e delle pubblicazioni postume attraverso Epic e Legacy Recordings. La colonna sonora ufficiale del biopic, "Michael: Songs from the motion picture", è stata pubblicata nel 2026 proprio da Sony Music e riunisce brani dei Jackson 5, dei Jacksons e della carriera solista.

I primi successi con i Jackson 5

Un discorso separato riguarda le registrazioni realizzate per la Motown, tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta. Classici come “I want you back”, “ABC”, “The love you save”, “I’ll be there” e molte delle prime incisioni soliste di Jackson, che pure si sentono nel film, furono pubblicati dalla Motown. I master di quel periodo fanno oggi capo al gruppo Universal Music, che ha acquisito il catalogo dell’etichetta. Anche in questo caso, però, le composizioni possono appartenere a editori diversi. Molti successi dei Jackson 5 furono scritti da autori e produttori legati alla Motown, e non da Michael Jackson. Perciò l’Estate può ricevere compensi in quanto erede dell’interprete, ma non necessariamente possedere la musica e il testo di quelle canzoni.

Chi incassa dal nuovo boom

Ok, ma quindi, per rispondere alla domanda di cui sopra: chi incassa dal nuovo boom? In virtù di quanto raccontato fin qui, bisogna operare delle distinzioni. Ogni volta che “Billie Jean” o “Beat it” viene ascoltata in streaming, una parte delle entrate è legata al master e un’altra alla composizione. Sony e l’Estate partecipano oggi, in proporzioni determinate dagli accordi, ai ricavi generati dal nucleo principale del catalogo. Quando invece viene ascoltata “Thriller”, ai ricavi della registrazione si aggiungono quelli editoriali spettanti agli aventi diritto del suo autore, Rod Temperton. Per “Man in the Mirror”, ad esempio, entrano in gioco gli editori e gli eredi degli autori Siedah Garrett e Glen Ballard. Per le incisioni Motown dei Jackson 5, una quota rilevante confluisce invece nel sistema Universal-Motown e negli editori delle composizioni. La risposta alla domanda iniziale, dunque, non può essere ridotta a un solo nome. Le più importanti registrazioni soliste e molte composizioni di Michael Jackson sono oggi economicamente condivise tra Sony Music Group e l’Estate of Michael Jackson. I master della fase Motown appartengono invece al gruppo Universal, mentre i diritti delle singole composizioni dipendono da chi le scrisse e dai rispettivi editori.

A quasi vent’anni dalla morte dell’artista, il catalogo di Michael Jackson continua così a comportarsi come un patrimonio vivo. Il biopic non ha soltanto riportato “Billie Jean”, “Beat It” e “Thriller” nelle classifiche: ha rimesso in moto una macchina economica da oltre un miliardo di dollari, costruita su diritti diversi, società differenti e su canzoni che, a più di quarant’anni dalla loro pubblicazione, continuano a produrre ascolti, ricavi e nuove generazioni di pubblico. E ora cresce l'attesa per il sequel. 


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