Per il live al porto di Taranto, prima tappa del festival Porto Rubino, Carmen Consoli ha scelto di affidarsi alla natura. Sul palco ha portato una scaletta costruita attorno ai brani meno battuti del suo repertorio, concedendosi soltanto nel finale alcuni dei classici più amati dal pubblico, da ‘L’ultimo bacio’ ad ‘Amore di plastica’ fino a ‘In bianco e nero’. “La scelta è caduta su greco, latino e italiano”, ha raccontato a Rockol poco prima del live. Sono rimaste invece fuori, per una sera, le canzoni in siciliano, nonostante il recentissimo riconoscimento della Targa Tenco ad ‘Amuri luci’, premiato come miglior album in dialetto.
“La Targa Tenco arriva come un riconoscimento inaspettato. Ho scritto questo disco pensando che nessuno si accorgesse di questo lavoro. L'ho fatto per amore, per fare conoscere a tutti la cultura siciliana, che poi è condivisa in tutta Italia. E mi auguro che questa consapevolezza possa essere assimilata da tutti i giovani e da tutti i miei conterranei”.
Un disco nato come gesto d'amore verso la propria terra, in un momento in cui, osserva la cantautrice, il tema dell'identità viene spesso affrontato in modo superficiale.
“Oggi purtroppo non si possono toccare alcune tematiche perché c'è un revisionismo abbastanza inquietante. Rimpossessarsi delle proprie radici è alla base del concetto di identità, e sapere da dove veniamo ci rende più consapevoli e più aperti alla diversità, che è ricchezza”.
Un pensiero che Carmen Consoli porta avanti da sempre, ben prima che le lingue regionali trovassero spazio nell'industria musicale contemporanea.
“Non vivo il siciliano come un dialetto ma come una lingua minoritaria, parlata dalla Sicilia alla Calabria fino al Salento. Ciò che cambia da un luogo all'altro è il vernacolo, tant'è che quando ho orchestrato la Notte della Taranta ho scelto i sonetti siciliani. Sono stata seguita da un professore che mi ha indirizzato nell'utilizzo appropriato della lingua siciliana, che ha una sua grammatica e una notevole produzione poetica, letteraria e teatrale. Dobbiamo difendere queste differenze, perché sono proprio loro a rendere l'Italia un Paese così straordinariamente vario”.
E lo ha dimostrato ancora una volta con ‘Amuri luci’, un progetto che rappresenta il secondo capitolo di una trilogia destinata ad allargare progressivamente i propri orizzonti linguistici.
“Dopo essermi impossessata delle mie radici c'è la volontà di spaziare verso mondi diversi e utilizzare la lingua come uno strumento per scoprire nuove sonorità. Il siciliano mi ha molto aiutato, e per arrivarci sono passata dal greco antico e dal latino. Adesso voglio esplorare l'inglese e le altre lingue che ho acquisito nel tempo, fino ad arrivare alla mia lingua madre, l'italiano, che porrà le basi per il terzo disco della trilogia”.
Non sorprende, allora, che per Porto Rubino abbia scelto di lasciare che fossero il mare e il paesaggio a dialogare con la sua musica. “Sicuramente la natura, il mare, gli elementi che ci offre la Madre Terra orchestrano in modo efficace qualunque canzone. Mi sono presentata con un set molto acustico e scarno perché volevo suonare insieme al mare, insieme alla natura. Perché è così che sono abituata. Ho sempre ascoltato la voce del mare, ultimamente anche quella dell'Etna che in questo periodo è molto attivo. Avere due elementi così forti come il fuoco e l'acqua che convivono ci fa capire che riconciliarci con la natura rende tutto più armonico e interessante. Quindi quale migliore scenario per la musica se non una piattaforma sull'acqua?”
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Franco Rodi / Concessione in uso a Rockol
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link