È andato a Caparezza il Premio Enzo Del Re 2026, riconoscimento assegnato nell’ambito di MAUL – Molese Anarchico Uomo Libero, il tributo dedicato al cantastorie pugliese Enzo Del Re, ospitato ieri da Mola di Bari.
Il premio in occasione dell'ottava edizione della manifestazione, nata da un'idea di Domenico Sparno e Rodolfo Vaccarelli, con il coordinamento di Luciano Perrone e la direzione artistica della giornalista Timisoara Pinto, è stato attribuito a Caparezza per il legame nato attorno a “Il banditore”, brano di Enzo Del Re che l’artista molfettese ha reinterpretato nel suo nuovo album "Orbit orbit". Si tratta della prima cover incisa da Caparezza nella sua discografia. La canzone ha contribuito a riportare l’attenzione sul lavoro di Del Re, artista nato a Mola di Bari nel 1944 e scomparso nel 2011, noto per una musica essenziale e fuori dagli schemi, legata ai temi dei diritti, delle disuguaglianze e dell’impegno civile.
Il concerto si è svolto nell’Arena Castello di Mola di Bari e ha proposto, come nelle precedenti edizioni, una rilettura della produzione di Del Re attraverso le esibizioni di altri artisti, insieme ai loro brani originali. Sul palco sono saliti i 100 Bassi, trio composto da Luigi Cataldi, Michele Colella e Agostino Armenise, selezionato attraverso l’iniziativa “1 maggio MAUL”, e i Fabularasa, formazione barese guidata da Luca Basso. Quest’ultimo gruppo ha proposto “Io e la mia sedia”, brano legato alla battaglia di Enzo Del Re contro la pena di morte.
Tra gli ospiti anche Franco Del Re, nipote di Enzo, che ha ripreso la tradizione del corpofonismo dello zio eseguendo alcuni brani del repertorio familiare.
La serata si è conclusa con l’esibizione di Caparezza, che ha portato sul palco “Il banditore” nella sua versione e altri brani del proprio repertorio. L’artista ha raccontato di aver trovato nel pezzo di Del Re un approccio libero e originale, difficile da riprodurre ma capace di ispirare una nuova interpretazione.
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