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Blue Oyster Cult, una playlist argomentata

29.01.2026 Scritto da Franco Zanetti

A Stefano Cerati, autore del primo libro in italiano sui Blue Oyster Cult (Tsunami Edizioni), ho chiesto una sua playlist “personale” compilata con il repertorio della band newyorchese.

Ecco cosa ha scelto, e perché.

1.           “(Don't Fear) The Reaper” (da “Agents of Fortune”) è di gran lunga la loro canzone più conosciuta con un riff iniziale irresistibile e una vena romantica che parla di amore e morte, o meglio dell'amore che sopravvive alla morte dando un taglio sovrannaturale a un testo che cita come esempio quello di Romeo e Giulietta.

2.           “Astronomy” (da “Secret Treaties”) è la canzone più complessa ed elegante scritta fino a quel momento, con ottime sezioni prog e psichedeliche; inoltre il testo è uno dei più affascinanti mai scritti dalla band e parla della sua  visione cosmica ed extra-terrestre.

3.           “Then Came the Last Days of May” (da “Blue Oyster Cult”) è una canzone molto delicata e che in assoluto dà la migliore prova dell'eleganza e del talento chitarristico di Buck Dharma, con probabilmente il suo migliore assolo di sempre.

4.           “Hot Rails to Hell” (da “Tyranny and Mutation”) ha uno dei riff iniziali più heavy e incisivi mai scritti dalla band; mi piace per il suo passo veloce, ruggente e trascinante, semplice, ma che cattura.

5.           “Godzilla” (da “Spectres”) - un riff “grosso” e heavy all'inizio e un ritornello tanto semplice quanto contagioso; è una canzone allegra che tuttavia parla di un argomento tremendo come una potenziale minaccia atomica.

6.           “E.T.I.” (da “Agents of Fortune”) una canzone dal groove irresistibile e un bellissimo coro, uno dei testi dei più criptici che ovviamente ha a che fare con presenze dall'altro mondo.

7.           “Joan Crawford” (da “Fire of Unknown Origin”) - impossibile non rimanere ammaliati dall'intro di piano, lugubre ma avvincente allo stesso tempo, e dal ritornello che la rende una delle canzoni più belle da ascoltare col suo crescendo irresistibile.

8.           “Veteran of the Psychic Wars” (da “Fire of Unknown Origin”) - un grande esempio di canzone space rock con un testo di sci-fi epico scritto dal famoso scrittore Michael Moorcock; e inoltre ci sono parti chitarristiche nel finale fra le migliori mai composte.

9.           “Flaming Telepaths” (da” Secret Treaties”) un attacco sontuoso ed elegiaco, una melodia fantastica con un ritmo che sale e coinvolge, una delle migliori melodie scritte dalla band.

10.        “The Red and the Black” (da “Tyranny and Mutation”) è una delle canzoni più vecchie scritte dalla band e ha subito diverse riletture e trasformazioni negli anni. Mi piace per il riff proto boogie metal che dà la carica.

 

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