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Beatles, le due versioni di “Rubber soul” che compie oggi 60 anni

03.12.2025 Scritto da Franco Zanetti

“Rubber soul” è un album di transizione, che si allontana dall’ancora relativa “semplicità” di “Help!” e anticipa le sperimentazioni sonore di “Revolver”. C’è molta attesa fra i fan per una auspicata edizione Super Deluxe di “Rubber soul”, che ci si aspettava sarebbe potuta arrivare nel 2025 – ma così non è stato. Qui di seguito vi racconto il disco.

 

Rubber Soul

Il sesto album britannico dei Beatles e l’undicesimo pubblicato negli Stati Uniti, “Rubber Soul” è un disco di transizione, fra “Help!” e l’elogiatissimo “Revolver”, del quale comincia ad anticipare alcune caratteristiche, prima fra tutte un approccio allo studio di registrazione più curioso e attento.

Nell’ottobre del 1965 cominciammo a registrare l’album. Le cose stavano cambiando. La direzione si stava allontanando dal materiale più pop. I primi pezzi erano rivolti direttamente ai fan, come a dire: “Per favore, comprate questo disco”, ma ora eravamo arrivati a un punto in cui pensavamo: “Ok, l’abbiamo fatto. Ora possiamo dedicarci a canzoni più surreali, un po’ più divertenti”. E nel frattempo arrivavano nuove persone sulla scena che avevano influenza su di noi. Dylan ci stava influenzando parecchio, in quel periodo.
(Paul McCartney – Anthology)

Le canzoni dell’album in buona parte sfuggono alla catalogazione “d’amore” che aveva sostanzialmente dominato la produzione del gruppo fino a quel momento – con qualche eccezione, come ad esempio “Help!” e “You’ve got to hide your love away”.

E’ in special modo John Lennon che scrive tre dei suoi migliori lavori: “In my life”, che in versione strumentale è stata qualche settimana fa la colonna sonora di uno spot pubblicitario di Amazon, “Nowhere man” e “Norwegian Wood (This Bird Has Flown)”.

“In My Life” era iniziata come una raccolta nostalgica di ricordi di Liverpool.

Penso che ‘In My Life’ sia stata la prima canzone che ho scritto davvero in modo consapevole sulla mia vita, e fu ispirata da un commento di un giornalista e scrittore inglese dopo l’uscita del mio libro ‘In His Own Write’. Disse: “Perché non inserisci un po’ del modo in cui scrivi nel libro anche nelle canzoni? O qualcosa della tua infanzia?”. Da lì poi nacquero ‘Penny Lane di Paul – anche se in realtà abitavo io a Penny Lane – e ‘Strawberry Fields Forever’.
(John Lennon – All We Are Saying, David Sheff)

Per quel che riguarda McCartney, fra i brani più suoi del disco si segnalano “You won’t see me” e “I’m looking through you”, entrambi riferiti alla sua relazione con Jane Asher.

“Michelle”, invece, era una delle canzoni più vecchie di McCartney, risalente addirittura al 1959. Fu ispirata da Austin Mitchell, uno dei tutor di Lennon al Liverpool College of Art.

Organizzava ottime feste che duravano tutta la notte. Lì si potevano conoscere ragazze – che era l’obiettivo principale – bere qualcosa e, in generale, mettersi un po’ in mostra. Mi ricordo di me seduto in un angolo, con un dolcevita nero, mentre suonavo questo motivetto piuttosto francese. Fingevo di saper parlare francese, perché tutti volevano essere come Sacha Distel…
Anni dopo, John mi disse: “Ti ricordi quella cosa alla francese che suonavi alle feste di Mitchell?” Io dissi di sì, e lui rispose: “Beh, è un bel motivo. Dovresti farci qualcosa.” Eravamo sempre a caccia di nuovi brani, perché ormai facevamo un sacco di album e ognuno ne richiedeva quattordici canzoni, più i singoli, quindi serviva molto materiale. 
(Paul McCartney – Anthology)

Anche George Harrison contribuì con due brani ("Think For Yourself" e "If I Needed Someone") e con il sitar di “Norwegian wood” (il primo uso documentato dello strumento ndiano in una canzone pop) e Ringo Starr ha nel disco il suo primo credito come (co)autore ("What Goes On", attribuita a “Lennon-McCartney-Starr”).

“Rubber Soul” fu registrato in sole quattro settimane, iniziando il 12 ottobre del 1965, per poter uscire in tempo per il mercato natalizio del 1965.

Penso che il titolo Rubber Soul derivi da un commento che un vecchio musicista blues fece su Jagger. Avevo appena letto di un tizio negli Stati Uniti che disse: “Mick Jagger, sì, sono bravi – ma è soul di plastica.” Da “plastic soul” nacque l’idea di Rubber Soul.
(Paul McCartney – Anthology)

Mi piaceva come avevamo allungato le nostre facce sulla copertina dell’album. Avevamo perso l’etichetta di “piccoli ingenui”, e 'Rubber Soul' fu il primo disco in cui eravamo ormai dei fumatori di erba professionisti.
(George Harrison – Anthology)

La foto di copertina, realizzata da Robert Freeman, fu scattata a casa di Lennon a Weybridge.

Stavamo guardando le diapositive proiettate su un cartoncino delle dimensioni della copertina dell’album, quando il cartoncino si piegò all’indietro e l’immagine si allungò. Disse: “Ecco, Rubber So-o-oul! Possiamo stamparla così?” E lui rispose: “Certo.” E così nacque la copertina.
(Paul McCartney – Anthology)

L’uscita

"Rubber Soul" uscì nel Regno Unito il 3 dicembre 1965, e tre giorni dopo negli Stati Uniti.
Entrò in classifica l’11 dicembre, raggiungendo la vetta il giorno di Natale e restando al numero uno per nove settimane (42 in totale in classifica).

Negli USA rimase in classifica per 59 settimane, raggiungendo la vetta l’8 gennaio 1966 e vendendo 1,2 milioni di copie in nove giorni.

Nessuna canzone dell’album fu pubblicata come singolo nel Regno Unito, ma durante le stesse sessioni furono registrati “We Can Work It Out” e “Day Tripper”, pubblicati come singolo doppio lato A lo stesso giorno dell’album.

 

Differenze tra le versioni UK e US

La versione americana di “Rubber Soul” differiva notevolmente da quella britannica: la Capitol Records ridusse il numero di brani da 14 a 12, escludendo “Drive My Car”, “Nowhere Man”, “What Goes On” e “If I Needed Someone” e sostituendole con” "I’ve Just Seen A Face” e “It’s Only Love” (tratte dalla versione UK di “Help!”). Le tracce escluse furono poi pubblicate nell’album americano “Yesterday… and Today”.

Furono distribuite due versioni stereo diverse in Nord America: una standard e una cosiddetta “Dexter stereo” (Dave Dexter era un A&R della Capitol, noto – o famigerato – prima per aver rifiutato dipubblicare negli USA i dischi dei Beatles, poi per le manipolazioni sonore a cui ne sottoponeva le canzoni)  o “East Coast”, con un effetto di riverbero aggiuntivo.

La versione americana includeva inoltre voci sovraincise di Lennon in “The Word” e un doppio falso inizio in “I’m Looking Through You”. Molto probabilmente, le persone incaricate di stampare il disco alla Capitol pensavano che la traccia fosse destinata ad essere pubblicata in quel modo, ed è per questo che le stampe stereo statunitensi di "Rubber Soul" hanno questa differenza con la versione britannica. Qui si può ascoltare la "I'm Looking Through You" che include quell'anomalia.

 

Questo testo è stato realizzato rielaborando i contenuti di “Beatles Bible”

(Articolo originale su Rockol.it)

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