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Beatles Anthology, parla Giles Martin

27.11.2025 Scritto da Redazione Rockol

Giles Martin, il figlio del produttore dei Beatles George Martin, ha lavorato sia alla ripubblicazione ampliata dell’Anthology video – ora su Disney + - sia al nuovo volume dell’Anthology audio, uscita pochi giorni fa. Negli ultimi giorni ha rilasciato più di un’intervista, e quella uscita sul “New Musical Express” è la più recente. Eccone alcuni estratti.

Parliamo di “Anthology 4”. Cosa unifica questi 13 brani?

Cerco di dare alle persone la sensazione di cosa volesse dire essere lì quel giorno, essere alle session. Personalmente, adoro sentire le conversazioni e passare da quelle al canto. È importante per capire il processo e il talento allo stato puro. Più ci avviciniamo a quel talento, più lo apprezziamo.

Anche quando sbagliano, sono fantastici – ci ridono su. Si sentono i rapporti e la fragilità. La take uno di ‘In My Life’ è bellissima. C’è qualcosa di speciale nell’immediatezza di un demo o di un’esecuzione live. Non cerco di mixare in modo troppo elegante – voglio che suoni il più immediato possibile.

Ci sono cose che la gente vuole. Mi chiedono sempre di mixare ‘Rubber Soul’. Vogliono la versione integrale di 27 minuti di ‘Helter Skelter’. Ricordo quando valutavo di mixare il concerto dell’Hollywood Bowl, e mio padre era ancora vivo e disse: ‘Dio mio, perché dovresti farlo?’”

A proposito di “Now And Then”, sembra che il ruolo dell’AI nel portare alla luce quel brano sia stato molto frainteso…

“È perché Paul ha detto: ‘Abbiamo fatto un brano dei Beatles con l’AI’. No, non l’abbiamo fatto! Il documentario ‘Get Back’ e ‘Revolver’ usano lo stesso procedimento. Si tratta solo di rimuovere elementi e ripulirne altri. Non sto sintetizzando nulla artificialmente, ma sono stupito da ciò che si può fare con quella tecnologia. A volte all’inizio fai fatica a sentire persino la batteria di Ringo, poi riesco a tirar fuori un colpo di cassa. Magari suona come qualcuno che bussa sul muro accanto, ma stai semplicemente rastrellando lo strato superficiale per trovare ciò che c’è sotto”.

 

C’è molto altro da scoprire?

“Molto poco. Penso che abbiamo fatto quasi tutto; questa è la risposta. Ripubblicare ‘Anthology’ è probabilmente un buon segno. Sono passati 50-60 anni, eppure la gente ne vuole ancora. Io dico loro: ‘Andate ad ascoltare gli album’.”

E riguardo ai biopic sui Beatles in arrivo diretti da Sam Mendes, che consiglio daresti agli attori?

“Sto lavorando con gli attori e stanno facendo davvero un ottimo lavoro, è tutto ciò che posso dire. Le sceneggiature sono davvero buone e coraggiose. Sono tutti ottimi attori, quindi non ho consigli da dare, ma fornisco sfumature e racconto cose che ho sentito.”

Zak Starkey, a Barry Keoghan che interpreta suo padre Ringo, ha detto di comprarsi un grande naso di gomma…

“Suona proprio come un commento in stile Starkey!”

(Articolo originale su Rockol.it)

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