«Quando la vita accelera, io sono il primo a scendere», canta Baltimora in un verso di “Dove andare”, una delle dieci canzoni contenute nel suo album d’esordio “In tasca”. Cinque anni fa Edoardo Spinsante, questo il vero nome del cantautore marchigiano, vinceva a soli 20 anni X Factor. Ma invece di lasciarsi trascinare dalla corsa inevitabile dell’esposizione mediatica, ha scelto di tirarsi fuori dalla centrifuga. Pochissime apparizioni, nessuna rincorsa ai riflettori, il bisogno di prendersi tempo per capire che artista volesse diventare davvero. In questi anni Baltimora ha preferito lavorare lontano dal rumore, costruendo con calma una scrittura «sempre più personale e riconoscibile». Ora, a distanza di cinque anni dal talent, è pronto a pubblicare quello che considera il suo primo vero album, dopo l’Ep “Marecittà” del 2022. Si intitola “In tasca”, esce il 29 maggio ed è un disco che racconta il tempo passato a rallentare, osservare e ritrovare una voce autentica.
Il senso del progetto sta tutto nel verso di “Dove andare”?
«Sì. È il tema principale. Non sono mai stato troppo fan del fare le cose di fretta. Delle scelte fatte in questi cinque anni non rinnego niente: penso che sia stato tutto fondamentale per la mia crescita personale e artistica. Non mi sentivo pronto e il contesto attorno a me non mi sembrava quello giusto».Cosa intendi dire?
«Non mi è stata data la possibilità di prendermi il mio tempo per maturare umanamente come artista. Quel tipo di approccio alla musica non era quello che io avevo sempre avuto. Mi sono detto: se c’è bisogno di calmare un po’ le acque per tornare ai miei ritmi, le faccio calmare. E così ho fatto».Che tipo di esperienze hai fatto in questi anni?
«Sono tornato a fare esperienze come autore, produttore. Ho scritto un paio di pezzi per i ragazzi di “Amici”. Nulla di gigantesco. E, ad essere sinceri, nulla di cui vado particolarmente fiero».Onesto.
«Ma è stata un’esperienza che mi ha fatto capire come funzionano le cose nell’industria, a Milano. Ma mi sono reso conto che ero passato dalla padella alla brace. Mentre scrivevo mi sentivo limitato. Mi dicevano: “Questa roba la puoi cantare solo tu, devi fare qualcosa di più aperto”. A un certo punto mi sono detto: “Sai che c’è? Ora scrivo per me”».«Farei a meno dei contratti, passi falsi e manager», canti in “Le regole / Una voce”. Alla fine ti sei creato le tue, di regole?
«Già. E questa è la mia soddisfazione piùà grande. Il mio manager è il mio migliore amico. Dopo essermi affidato a persone con le quali non è mai scattato il feeling, ho capito che quello che conta è il rapporto umano. Il disco l’ho suonato con i miei amici e registrato con loro. Sa di casa, anche a livello sonoro: ci sono tante imperfezioni, ma lo sento mio. Per questo l’ho intitolato “Le tasche”: perché non c’è nulla che conosciamo così bene come le nostre tasche. Scavandomi dentro con le canzoni sono riuscito a conoscermi».«Quarto anno, nono giorno, sesto me / muovo il braccio, scrivo ciò che è dentro me / come un cyborg riprogrammerò il mio codice per te», canti in “Sesto me”. Ti sei mai sentito effettivamente una macchina, nel sistema discografico?
«Tantissimo. Il pezzo è l’ultimo che ho inserito nel disco, ma il primo che ho scritto dopo X Factor. Avevo iniziato a fare l’autore e già capito che quella non era la mia strada. Dopo X Factor mi sono sentito una macchina, il contrario dell’unicità che viene tanto cercata all’interno di quel programma, che spinge tanto sulla ricerca dell’artisticità ma alla fine non è davvero rilevante».Nel disco c’è un duetto con Emma Nolde, “Rimbalzo”: cosa vi lega?
«L’ho conosciuta proprio dopo il talent. Negli anni abbiamo coltivato un rapporto bello, sincero: è una persona, e un’artista, vera. Ci siamo trovati».Il tour?
«Lo annunceremo a breve. Sono contento. Dopo tanto tempo, tornerò a suonare con la mia band. Ho aspettato questo momento a lungo».
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link