Non è solo il fatto di essere nato la vigilia di Natale a legare Lemmy Kilmister alle festività natalizie. Nato il 24 dicembre 1945 e venuto a mancare il 28 dicembre 2015, all’età di 70 anni a causa di una forma aggressiva di cancro, anche il frontman dei Motörhead si è lasciato andare alla consuetudine di rileggere classici natalizi. Il prossimo 28 dicembre, in occasione del decimo anniversario della scomparsa, Rockol dedicherà uno speciale a Lemmy. Nel giorno dell’antivigilia, annunciamo il “mixtape” dedicato all’icona del rock and roll tornando a quando si buttò nella mischia e si diede anche lui alle canzoni di Natale.
Ai fan del metal e del rock più pesante sarà sicuramente nota la raccolta pubblicata nel 2008 di classici delle feste rilette da star del genere, ma ad alcuni - forse - sembrerà ancora insolito pensare ai temi del Natale rivisitati secondo il vangelo dei suoni potenti e distorti delle chitarre elettriche e di colpi di batterie implacabili invece che delle campane e dei cori angelici. "We wish you a metal Xmas and a headbanging new year", pubblicato da Armoury Records e distribuito da Eagle Rock Entertainment, nacque proprio da questa tensione. Si tratta di un disco natalizio che metteva insieme figure centrali dell’hard rock e del metal per affrontare un repertorio tradizionale senza addolcirlo, senza smussarne i contorni, trasformando la ritualità delle feste in una dichiarazione di appartenenza sonora.
Tra le tracce della raccolta, "Run Rudolph run" occupa un posto speciale. Il brano, originariamente scritto da Chuck Berry ma accreditato a Johnny Marks e M. Brodie a causa del marchio registrato da Marks sul personaggio di "Rudolph la renna dal naso rosso", è uno dei pochi classici natalizi nati già dentro il linguaggio del rock ’n’ roll. Nel tempo è stato reinterpretato da numerosi artisti, talvolta con il titolo "Run run Rudolph". Anche Keith Richards ha offerto una propria versione nel 1978, sottolineando la natura elettrica del pezzo più che quella stagionale. La versione del 2008 spingeva però il concetto oltre, con Lemmy Kilmister alla voce, Billy Gibbons degli ZZ Top alla chitarra e Dave Grohl alla batteria, in un incontro che sembrava disegnato a tavolino, ma che in realtà nacque in modo più frammentato, come spesso accade nelle storie migliori. Il risultato è una versione ruvida, diretta, che non cerca ironia né parodia, ma lascia che il rock ’n’ roll sia libertà e divertimento.
Seppur impegnato in una canzone di Natale lasciandosi coinvolgere in uno dei rituali più consolidati dell’industria musicale, Lemmy restava Lemmy, senza rinunciare a nulla del proprio lessico. È facile immaginarlo cantare il classico di Chuck Berry con la sua giacca e cappello nero, e una voce che sembra uscire da un locale saturo di fumo e amplificatori, più che da uno studio impegnato a celebrare le festività. In rete si trovano dei video in cui il frontman dei Motörhead esegue in pubblico "Run Rudolph run", come nel 2012 quando fu ospite con la sua band del programma televisivo tedesco "TV Total" e cantò la hit natalizia in acustico nella sua inconfondibile divisa, dai tocchi western e militari:
A raccontare le dinamiche dietro la realizzazione della cover di "Run Rudolph run" fu lo stesso Lemmy, con la consueta franchezza: “Se dovessi pensare ai miei musicisti preferiti, direi che mi piace Billy Gibbons degli ZZ Top, anche se non ho mai suonato con lui”, raccontò il frontman dei Motörhead in un'intervista per "Metal Insider" nel 2011. Alla domanda se non avesse inciso proprio "Run Rudolph run" con Gibbons e Grohl, Lemmy specificò: “Oh sì, l’abbiamo fatta, ma Billy non c’era. Ha aggiunto il suo assolo dopo. Eravamo solo io e Dave a registrare le tracce”.
Billy Gibbons, dal canto suo, ricordò quella collaborazione natalizia durante un'intervista concessa a "Forbes" nel 2018: “Lemmy e io eravamo buoni amici e ci stimavamo sinceramente a vicenda sotto molti aspetti e per molti argomenti. Ci ha sempre fatto piacere quando veniva a passare del tempo con gli ZZ Top e viceversa. Qualsiasi momento con Lemmy - su nastro o di persona - era tempo ben speso”.
Per Dave Grohl, "Run Rudolph run" è anche una tappa di un legame più profondo. Lemmy è sempre stato uno dei suoi idoli assoluti, una figura cardine già prima della collaborazione natalizia e della partecipazione al progetto "Probot" del 2004, nato dal desiderio del frontman dei Foo Fighters di riunire le voci che avevano formato il suo immaginario metal. Un rispetto che Grohl ha ribadito anni dopo con parole definitive: “Prima di lui non avevo mai incontrato quello che definirei un vero eroe del rock 'n' roll prima. Al diavolo Elvis e Keith Richards, Lemmy è il re del rock 'n' roll. Una fottuta leggenda vivente, che respira, che beve, che sbuffa. Nessun altro si avvicina”, così il già batterista dei Nirvana aveva presentato il suo contributo al volume "No Remorse: The Illustrated True Stories Of Lemmy Kilmister And Motörhead", uscito nel 2024 per Z2 Comics. Non a caso, nel 2020, con i Foo Fighters, è tornato a incidere proprio "Run Rudolph Run", come se quella corsa natalizia non si fosse mai fermata.
In fondo, è anche questo il senso di quella cover di "Run Rudolph run" con Lemmy alla voce: un Natale che non chiede redenzione né atmosfera, ma rivendica il diritto di esistere secondo altre regole. E se sotto l’albero c’è spazio per una voce come quella di Lemmy Kilmister, allora forse le feste possono reggere anche il volume al massimo.
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