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Amore e fantasmi: l'estate dei Pinguini Tattici Nucleari

15.05.2026 Scritto da Gianni Sibilla

Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi, diceva David Foster Wallace. “Sorry scusa lo siento”, nuova canzone dei Pinguini Tattici Nucleari che esce oggi, è una canzone che parla di amore e fantasmi su una base elettropop: è pronta per diventare un tormentone, ma senza gli stereotipi del genere. Anzi: nel testo, assieme ai fantasmi, compaiono Edgar Allan Poe e Cesare Pavese, Dua Lipa, i tarocchi e all’urbex, la pratica di visitare edifici abbandonati. “Il paradosso è che questa è una canzone estiva e io sto parlando di cose estremamente macabre. Volevamo provare ad affrontare un’estate diversa”, racconta Riccardo Zanotti a Rockol.
E infatti, qualche giorno fa, i PTN hanno presentato “Sorry scusa lo siento” in una stazione abbandonata della metropolitana milanese: un vecchio corridoio che portava ai condomini di piazza De Angeli, dismesso e poi acquistato da privati per essere trasformato in un suggestivo e cupo luogo per eventi. Sembra di entrare nell'immaginario di una canzone di Burial più che in quello di una band pop italiana, che si è presentata di fronte a un centinaio di fan, facendo ascoltare il brano per la prima volta e poi guidandoli in un karaoke tra le luci al neon del sottosuolo.

Odiare le canzoni estive

Zanotti non sopportava le canzoni estive, racconta: “Non mi sono mai piaciute troppo, anche se negli anni alcuni artisti hanno fatto cose belle. Semplicemente spesso non parlavano il mio linguaggio. Forse da lì nasce questa volontà di provare a fare una canzone estiva fuori dai binari: dal fatto che non ci troviamo completamente a nostro agio nella stagione estiva, forse anche perché siamo animali che simboleggiano il freddo…”
La “reference”, come si dice oggi, è “Thriller” di Michael Jackson: “È una canzone che parla di qualcosa di strano e diverso ma che ha avuto un successo enorme. Adesso è uscito il biopic e tutti ne stanno parlando, ma ho sempre pensato: ‘Che bello riuscire a fare un singolo così identitario, così atipico, e riuscire comunque a fare bene’. Allora mi sono detto: ‘Proviamo anche noi a parlare di fantasmi’”.

Il tema dell’occulto è una passione comune della band: “Uno dei nostri due chitarristi, per esempio, negli ultimi due anni si è appassionato ai tarocchi e alla loro lettura”, racconta. E infatti alla presentazione erano presenti persone che leggevano le carte. “Elio, il nostro tastierista, ha portato in giro per l’Italia uno spettacolo itinerante in cui parlava di bestiari medievali, creature fantastiche e mitologiche. Poi ognuno può leggere in ‘Sorry scusa lo siento' amore, amicizia, rapporti, relazioni: una canzone alla fine è un contenitore che riempi tu a seconda del tuo vissuto. Però la suggestione di partenza è quella”.

L’altro tema di fondo, racconta, è l’urbex: “Mi appassiona da sempre, anche se non lo pratico con regolarità: i posti dimenticati, abbandonati, hanno una loro poesia, in un mondo che continua a costruire, distruggere, ricostruire e rifare. Penso anche a Milano, che è il nostro micromondo: ci sono posti che non vengono neanche ristrutturati, ma abbandonati a se stessi. E quindi sviluppano una decadenza che si sposa benissimo con le suggestioni di fantasmi, ma anche con discorsi più ampi sulla società, sul consumismo, sul nostro modo di intendere la vita. Hanno qualcosa di magico. A volte, tra una data e l’altra, se abbiamo qualche ora libera, ci è capitato di andare a vedere posti mezzi abbandonati di cui ci avevano parlato amici”.

Da Edgar Allan Poe a Dua Lipa

La canzone, come sempre per i Pinguini, è un incastro di rime, giochi di parole e citazioni “alte” e popolari, che vanno da scrittori come Pavese ed Edgar Allan Poe a Dua Lipa. “In modo un po’ paraculo potrei dire che il collegamento sono io e le mie esperienze di vita. Ma le citazioni hanno una loro dignità ontologica a sé stante, senza che debba esserci per forza un collegamento esplicito. È un flusso di coscienza. Per esempio anche Dua Lipa ha scritto di fantasmi, una canzone che si chiama “Dancing with a Ghost”, che non è mai uscita e che i fan conoscono bene”.

Il futuro: “Crediamo nel linguaggio dell’album”

“Sorry scusa lo siento” è il primo tassello di un ritorno che porterà la band al terzo tour negli stadi, nel 2027: ci sarà un album, c’è già il titolo e il concetto — sui manifesti ci sono dei quadratini che lo nascondono — ma per ora non viene ancora svelato, anche perché è ancora in lavorazione. “‘Sorry scusa lo siento’”, spiega Zanotti, “è una canzone scritta per rimanere in testa, per accompagnare l’estate, ma è solo un assaggio. Poi, come tutte le canzoni estive, magari col tempo prenderà il sapore della malinconia. Noi speriamo sempre che le nostre canzoni acquisiscano significati diversi negli anni, anche più nostalgici. Usciranno anche canzoni più riflessive, più intime. Crediamo molto in un linguaggio eterogeneo all’interno degli album e soprattutto pensiamo che un album abbia senso di esistere oggi solo se contiene sfaccettature diverse. Altrimenti, se devi fare solo 10 o 12 hit, tanto vale pubblicare singoli”.


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