In una nuova intervista concessa a "TMZ" dal carcere, Suge Knight ha dichiarato di sostenere che alcuni amici e familiari di Tupac Shakur avrebbero fumato parte delle sue ceneri dopo la sua morte.
Il cofondatore della Death Row Records, che era alla guida dell’auto sulla quale Shakur venne colpito mortalmente nel settembre 1996, ha raccontato che la madre del compianto rapper, Afeni Shakur, chiese che il figlio venisse cremato immediatamente dopo la morte. Knight ha raccontato di essersi rivolto a un dipendente di un’impresa funebre, offrendogli inizialmente 200mila dollari perché effettuasse la cremazione quella stessa notte, per poi aumentare la presunta cifra fino a 1,2 milioni di dollari. Seconda quanto riferito da Knight, Afeni invitò successivamente un gruppo di amici e familiari di Shakur nella sua stanza d’albergo a Las Vegas, dove alcune delle ceneri sarebbero state messe all’interno di alcune canne e fumate. Suge Knight, ha inoltre spiegato di essersi rifiutato di partecipare perché all’epoca si trovava in libertà vigilata e riteneva che fumare resti umani potesse costituire una violazione delle condizioni impostegli. "Probabilmente sono stato l’unico a non fumarlo", ha quindi affermato Knight
Sege Knight, pseudonimo di Marion Hugh Knight, che nel 2018 è stato condannato a 28 anni di carcere per omicidio volontario, aveva fornito una versione simile anche a "People" lo scorso anno, quando aveva dichiarato: "Passava di mano in mano un sacchetto con le sue ceneri. I suoi amici lo hanno rollato. Se lo sono fumato". Come ricordato dall'NME, anche alcuni membri degli Outlawz, il gruppo di Shakur, avevano fatto affermazioni simili nel 2011. Young Noble ed EDI Mean raccontarono di aver mescolato parte delle ceneri del rapper con della cannabis e di averle fumate durante una commemorazione su una spiaggia. I due fecero riferimento anche a “Black Jesuz”, brano di Tupac pubblicato postumo nel quale il rapper diceva: "Ultime volontà, fumate le mie ceneri". Un portavoce di Afeni negò che lei o altri membri della famiglia avessero preso parte al gesto, insistendo sul fatto che la donna "non avrebbe mai partecipato a qualcosa che prevedesse di fumare suo figlio".
Questa settimana si è intanto aperto il processo per l’omicidio di Shakur, che in quel 7 settembre 1996 fu ferito da diversi colpi d’arma da fuoco, e morì per le ferite riportate sei giorni più tardi, all’età di 25 anni. Duane “Keffe D” Davis si è dichiarato non colpevole dell’accusa di omicidio con uso di arma letale. Come riportato sempre dall'NME, secondo l’accusa, sarebbe stato lui a organizzare l’agguato in auto, pur senza sparare personalmente i colpi mortali. Giovedì 20 agosto, ai giurati è stata fatta ascoltare la registrazione di un interrogatorio della polizia del 2008 mai reso pubblico in precedenza, nel quale Davis si identificava come il passeggero seduto sul sedile anteriore della Cadillac bianca che si affiancò alla BMW sulla quale viaggiavano Shakur e Knight. Davis raccontò di aver passato una pistola carica ai passeggeri seduti sul retro dell’auto, dove si trovavano suo nipote Orlando “Baby Lane” Anderson e DeAndre “Dre” Smith. Secondo questa versione, alla fine sarebbe stato Anderson a prendere l’arma e ad aprire il fuoco.
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