“It's a new day. It's a new life. For me. And I'm feeling good” canticchia Aiello a microfoni spenti prima dell’inizio dell' intervista. Effettivamente ‘Feeling good’, il brano di Nina Simone che racconta il momento del risveglio e della rinascita con una consapevolezza diversa, sembra proprio la metafora del periodo artistico e personale che l’artista pugliese sta vivendo all’alba della pubblicazione di ‘Scorpione’, il nuovo album di inediti che arriva a tre anni di distanza da ‘Romantico’. Anticipato dai singoli ‘Sentimentale’ con Levante, ‘Giganti’ e ‘Come ti pare’, il disco contiene nove tracce con Aiello che sceglie di ripartire dall’’R&B, genere che da sempre lo appassiona, ma in una forma molto più lo-fi e cantautorale.
La genesi del nuovo album
“L’R&B ha sempre attraversato la mia musica – racconta -ma mai come in questo momento era necessario regalarmi un disco che somigliasse ai miei ascolti quotidiani – Daniel Caesar, Giveon, SZA, Frank Ocean. A loro ho chiesto di ispirarmi, soprattutto a livello di sound, per poi trovare un equilibrio tra il cantautorato di cui faccio parte per DNA e l’R&B”. Nessuna logica performativa, la stella polare è stata il piacere di tornare a emozionarsi e divertirsi con la musica e creare qualcosa di cui essere orgoglioso. La vena malinconica c’è sempre, certo, ma diventa pop. “Anche in un disco così pieno di gratitudine e di luce nuova, molte storie partono da un dolore. Ma invece di stagnarci dentro, questa volta racconto il piacere di ritrovarti, di accoglierti. La malinconia resta, quello che cambia è il sapore con cui la vuoi cucinare”, spiega Aiello con una metafora culinaria, una delle sue passioni.
Le collaborazioni
E di cambiamenti Aiello ne ha affrontati anche spostandosi dalla Calabria a Roma e adesso a Milano. “Milano è stato un cambiamento epocale, avevo bisogno di costruire una casa nuova, fare incontri nuovi, professionali ed emotivi. E le collaborazioni che ci sono nel disco sono proprio frutto di incontri autentici, non di scelte fatte a tavolino”, dice riferendosi a Levante, Antonia e Leo Gassmann. “Levante ha caratterizzato il primo capitolo del disco con il pezzo più pop e cantautorato dell’album, Antonia è stata una scoperta bellissima, ha una voce straordinaria e ha dato un plus alla canzone più R&B del disco, ‘Fiammiferi’”. Con Leo Gassmann, invece, la collaborazione è nata dal desiderio di ricambiare l’invito alla serata cover dell’ultimo Sanremo, quando i due si sono esibiti con ‘Era già tutto previsto’ di Riccardo Cocciante. Un’opportunità per scrivere una pagina nuova su quel palco e farci pace dopo l’esperienza “intensa e faticosa” del 2021 con ‘Ora’. “Gli sono molto grato – dice Aiello – gli voglio bene e stimo la sua voce, per questo l’ho voluto al mio fianco nel brano che dà il titolo al disco e mi verrà a trovare in alcune date del tour”.
Il tour
Aiello partirà – dopo alcune date estive in giro per i Festival - con la data zero di un tour il 5 novembre a Padova, per proseguire il 6 novembre a Venaria Reale (TO), l’8 novembre a Bologna, l’11 novembre a Firenze, il 13 novembre a Roma, il 16 novembre a Napoli e il 19 novembre al Fabrique di Milano. “Porterò una formazione nuova, un sound R&B, le canzoni più iconiche del mio percorso, alcuni ospiti. Sarà un tour di ritrovamento e allargamento, dopo tre anni in cui ho scelto di non andare in tour perché non avevo un racconto nuovo. Oggi voglio condividere il viaggio che ho fatto”.
La fragilità dello Scorpione
Senza rincorrere i grandi numeri e l’ansia di dover dimostrare qualcosa. “È un esercizio quotidiano, tutti noi viviamo nella bolla della competizione, del sold out, della performance, del disco di platino, degli stadi. Anche io sarei e sarò contento di fronte a risultati importanti, ma mi sento fortunato perché ho cambiato il mindset e ho scoperto il piacere di fare, con la serena attesa che se fai bene prima o poi l’universo ti ricambia. Non mi stavo più godendo la musica e non potevo neanche dirlo agli amici”, confessa Aiello, che anche in questo aspetto mostra un cambiamento, raccontando nel disco un’idea di maschile distante dagli stereotipi tradizionali.
“Mostrarmi fragile è un rischio che corro, come ne corro tanti altri. Non ho mai avuto degli schemi, sono tifoso di un uomo che si permette di piangere e di sentirsi libero di indossare una gonna o la cravatta. Più si sta bene con se stessi, più si riesce a stare bene con gli altri”. E proprio dallo stare bene con se stessi, dall’accettarsi per quello che si è realmente, nasce il titolo del disco. Una dedica al ‘dark side’ di Aiello, Leone con ascendente e luna in Scorpione. “Ho preso consapevolezza di questo conflitto interiore tra il leone – bello e bravo – e lo scorpione – brutto, antipatico, mai all’altezza della situazione – e sto provando a trovare un equilibrio. Per questo ho scelto di dedicare questo disco alla parte più complessa di me. Quella che se vuole ti punge, ma se non è necessario risolve tutto davanti una carbonara e un tiramisù”.
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