C'è un momento preciso in cui il cuore di un fan si ferma: è quel post su Instagram, completamente nero, accompagnato da una didascalia criptica che puzza di fumo e rassegnazione: "È stata un'avventura incredibile", oppure "La fine di un'era". In quel momento, parte il panico. Ma, se segui il rock da più di dieci minuti, subentra subito dopo un secondo sentimento: il sano cinismo. Perché l'annuncio di un addio è diventato lo strumento di marketing più potente (e abusato) dell'industria musicale. La strategia è chiara: spezzarti il cuore per poi rivenderti i cocci sotto forma di un nuovo album o di un tour "reunion". Lo hanno appena fatto i Greta Van Fleet - ma non sono certo gli unici.
Il finto addio dei Greta Van Fleet
"Thanks for the wild ride", "Grazie per questo viaggio incredibile": è bastata una clip di meno di un minuto pubblicata sui social per spingere molti a sospettare dello scioglimento dei Greta Van Fleet.
I rumors sono durati circa una settimana, fino al fatidico: "We're back, baby!". Un video in studio con l’anteprima di una nuova canzone inedita. Secondo quanto riportato dal sito Genius.com, la canzone farebbe parte di un nuovo album denominato provvisoriamente "GVF4", la cui uscita sarebbe prevista per il 29 maggio 2026. Il progetto sarebbe prodotto da Dave Cobb, che aveva già collaborato con la band per il loro ultimo lavoro in studio, “Starcatcher”, pubblicato nel 2023.
Una strategia comunicativa che è anche un'arma a doppio taglio. "Grazie a Dio. Ma perché avete dovuto farci spaventare così?", commenta un fan sotto al post, mentre un altro scrive: "Non giocate così con le nostre emozioni". Se da un lato l'annuncio criptico di un ipotetico scioglimento è sicuramente utile a livello mediatico (il famoso "purché se ne parli"), dall'altro può legittimamente infastidire i fan che, ormai, non sono nuovi a questo tipo di trucchetti.
Radiohead, Paramore, The 1975: il ghosting promozionale
Su che cosa si basa la strategia del "ghosting promozionale"? La risposta risiede in un mix di FOMO (Fear Of Missing Out) e investimento emotivo. Se una band lascia intendere di essere sul punto di chiudere i battenti, soprattutto dopo un lungo periodo di inattività (come nel caso dei GVF), lo fa per assicurarsi un ritorno immediato - in termini di ascolti e di attenzione da parte della stampa - sul nuovo disco che puntualmente annuncia poco dopo il finto addio. È il principio di scarsità applicato ai sentimenti, unito al fatto che tendiamo ad amare il ritorno del figliol prodigo più della sua presenza costante. E la band dei fratelli Kiszka non è stata certo la prima a intuirlo.
I Radiohead sono stati tra i pionieri tecnologici del "suicidio digitale" a scopo promozionale. Nel maggio 2016, prima dell'uscita di A Moon Shaped Pool, la band di Thom Yorke aveva iniziato a svanire. Letteralmente. Il loro sito web era diventato una pagina bianca, mentre tutti i post sui loro profili social erano stati cancellati. Senza un comunicato stampa, la band ha generato più rumore mediatico con il silenzio che con qualsiasi intervista. How to Disappear Completely non era più solo un brano, ma una strategia di marketing che sottolineava l'ingresso in una nuova era sonora, più intima e spettrale. Curiosità: il gruppo si spinse oltre e inviò addirittura ad alcuni fan nel Regno Unito delle cartoline bianche con in rilievo un uccellino (legato al video di Burn the Witch) e una frase vagamente inquietante ("Sing the song of sixpence that goes 'Burn the witch'. We know where you live").
Prima ancora dei Radiohead ci hanno pensato loro, The 1975. Matty Healy e soci sparirono dai social nel 2015 prima dell'annuncio di I Like It When You Sleep..., nel 2019 per Notes on a Conditional Form e di nuovo nel 2022 per Being Funny in a Foreign Language. Come i Radiohead, anche loro hanno inviato cartoline fisiche o messaggi criptici, trasformando l'attesa in una caccia al tesoro interattiva.
Il caso dei Paramore tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024 è stato uno dei più drammatici per i fan. La band aveva improvvisamente cancellato ogni post da Instagram e X, e il loro sito ufficiale aveva iniziato a restituire l'inquietante messaggio di errore "404 Not Found". Si è poi scoperto che il "wipe" era legato alla fine del loro contratto ventennale con la Atlantic Records. La cancellazione del passato non era un addio alla musica, ma un addio alla "vecchia" gestione per rinascere come artisti indipendenti. Quindi hanno ottenuto un'attenzione globale enorme proprio nel momento in cui dovevano rinegoziare il proprio futuro nell'industria.
Strategia o mancanza di rispetto?
Greta Van Fleet e compagni sono ottimi strateghi, sì. Ma il limite tra il creare hype e il prendere in giro la propria fanbase è molto sottile. Ovvio, finché i numeri (streaming, vendite di biglietti e interazioni) daranno ragione a queste manovre, le etichette discografiche continueranno a premere il tasto "archivia" per svuotare i profili social degli artisti e sollevare polveroni tra i fan. In un'epoca in cui l'attenzione umana dura quanto un video di sei secondi, giocare con i sentimenti è uno dei pochi modi che l'industria ha per garantire che quei sentimenti esistano ancora. Quindi, la prossima volta che vedrai un blackout sul profilo della tua band del cuore o riceverai qualche messaggio criptico, non disperare. Anzi, prepara la carta di credito: con ogni probabilità sta per arrivare un annuncio che ti costerà molto. È il rebranding, bellezza.
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