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A$AP Rocky, un ritorno tra rap, punk, Winona Ryder e Tim Burton

08.01.2026 Scritto da Claudio Cabona

Il conto alla rovescia per il nuovo album di A$AP Rocky, questa volta, sembra davvero reale. “Don’t Be Dumb”, il disco che segue “Testing”, è atteso per il 16 gennaio e segna un ritorno discografico particolarmente significativo: l’ultimo album ufficiale di Rocky risale infatti al 2018, e da allora sono passati anni di silenzi, sperimentazioni laterali, leak, collaborazioni e cambiamenti profondi, sia artistici che personali. Un tempo lungo, che pesa e che inevitabilmente alza le aspettative. Il primo assaggio ufficiale è il singolo “Punk Rocky”, un brano che fin da subito chiarisce una cosa: Rocky non ha alcuna intenzione di inseguire formule radiofoniche o traiettorie facili. Il pezzo si muove su un riff dream-pop sovraccarico, quasi ipnotico, attraversato da un’anima punk evidente, più attitudinale che dichiarata.



È una traccia rap laterale, volutamente irregolare e storta, che si apre anche a suggestioni europee e a un certo piglio UK alla Slowthai, confermando la volontà di spingersi fuori dai confini più canonici del rap. Il video, pieno di personaggi freak, rafforza ulteriormente questa direzione. A$AP Rocky lo ha co-diretto insieme a Folkert Verdoorn e Simon Becks, confermando ancora una volta quanto la dimensione visiva sia centrale. Nel corso della carriera, Rocky ha sempre costruito video all’avanguardia, capaci di generare immaginari forti, spesso disturbanti o visionari, al punto che i suoi lavori audiovisivi vengono regolarmente analizzati e studiati per la loro capacità di tradurre la musica in immagini potenti e riconoscibili. Accanto a lui compare Winona Ryder, nel pieno del successo grazie a “Stranger Things”, nei panni di una vicina di casa enigmatica in un quartiere suburbano solo apparentemente ordinario. La sua presenza assume un valore simbolico preciso: Ryder è infatti una musa storica di Tim Burton. Un legame che rafforza ulteriormente la coerenza estetica di “Don’t Be Dumb”.

Non a caso la copertina dell’album è firmata da Burton. Un asse creativo che spinge Rocky verso una dimensione sempre più cinematografica, lontana dall’idea di un semplice disco rap e sempre più vicina a un progetto artistico stratificato. Negli ultimi anni sono circolati altri brani legati a questa fase, come “Highjack”, realizzato con Jessica Pratt, e il provocatorio “Taylor Swif”. È però importante sottolineare che non è affatto certo che queste tracce finiranno nella tracklist finale: alcune sono uscite come singoli isolati, altre come leak, e sembrano piuttosto frammenti di un percorso creativo in costante mutazione. Diverse voci parlano infatti di un album in cui A$AP Rocky offrirà più rappresentazioni di sé, non solo dal punto di vista dell’immagine, ma soprattutto del suono. L’idea è quella di un rap profondamente contaminato, attraversato da generi diversi, attitudini punk, orchestrazioni e deviazioni alternative. In questo senso, “Punk Rocky” funziona come un primo manifesto: non una sintesi definitiva, ma un’apertura di possibilità.

Nel frattempo, Rocky continua a muoversi su più piani. Ha contribuito alla colonna sonora di “Highest 2 Lowest”, il nuovo film di Spike Lee in cui recita accanto a Denzel Washington, e lo scorso settembre ha avuro il terzo figlio con Rihanna, confermando una fase della vita in cui dimensione personale e ambizione artistica sembrano procedere in parallelo. Nel video di “Punk Rocky”, oltre a Winona Ryder, compaiono anche Thundercat e Danny Elfman, a suggellare un progetto che si presenta come un crocevia di linguaggi, generazioni e immaginari. “Don’t Be Dumb”, in uscita il 16 gennaio, promette di essere non solo il ritorno di A$AP Rocky dopo una lunga assenza, ma una dichiarazione di libertà per uno dei rapper più audaci degli ultimi anni.


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Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: A$AP Rocky - “Punk Rocky”

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