Musica

Rosalìa

02.01.2026 Scritto da Andrea Facchin

La superstar catalana torna in Italia a tre anni dall’ultima esibizione agli I-Days di Milano per un concerto trascinato dal successo di LUX, l’ultimo – monumentale – progetto discografico. 

Non potrebbe essere in un momento migliore della sua carriera, Rosalìa. E il merito è tutto suo. La star catalana, infatti, è riuscita nell’impresa di regalarci l’ennesima trasformazione artistica, che ha nome e corpo: LUX. Titolo – già di per sé evocativo – dell’ultima fatica discografica. Un progetto monumentale, registrato con la London Symphony Orchestra sotto la direzione di Daniel Bjarnason, attraverso cui Rosalìa reinventa sé stessa e al tempo stesso l’intero concetto di pop mainstream.

Tra gli album più acclamati dell’anno, LUX è un’opera coraggiosa, visionaria e sperimentale e, come tale, difficile da etichettare. Applaudito dalla critica – “un miracolo fonetico” secondo Associated Press – ha registrato numeri record sin dal 7 novembre, giorno di lancio, diventando l’album di un’artista spagnola più streammato in un giorno nella storia di Spotify. Un simile successo non poteva che portare all’annuncio di un gigantesco tour che nel 2026 toccherà America ed Europa, con l’Italia in scaletta. L’appuntamento è fissato per il 25 marzo all’Unipol Forum di Milano, città che aveva ospitato l’ultimo passaggio di Rosalìa nel nostro Paese: era il 2023, erano gli I-Days, era l’epoca dell’album MOTOMAMI.

Due anni, neanche tantissimi in fondo, ma abbastanza per portare Rosalìa a elaborare una nuova estetica: la sensualità e i ritmi cyber-latini di MOTOMAMI, infatti, lasciano il posto a un territorio di commistioni che non vuole dare punti di riferimento al pubblico, anzi lo sfida in ciò che pensava di conoscere meglio. Nessun singolo pre-lancio è stato rilasciato per presentare l’album, che è stato pubblicato come un corpus unico, proprio per essere ascoltato subito dalla prima all’ultima nota. Un disco complesso, vicino anche ai confini dell’opera-musical, in cui personale e universale si incontrano, lungo un filo mistico tracciato dalle vite che hanno ispirato la cantante nella stesura dei testi. Sante e poetesse, filosofe e rivoluzionarie: figure femminili dall’iconografia potente, da cui Rosalìa trae tutta l’energia creativa necessaria per disegnare una narrativa che fonde tradizione andalusa, pop moderno, elettronica, musica classica, opera, rumba e 13 lingue diverse (in italiano in Mio Cristo piange diamanti e in siciliano in Focu ‘ranni, brano incluso solo nella versione vinile assieme ad altre tracce esclusive).

Contaminazioni profonde, ma anche una coesione sorprendente per un nuovo mondo sonoro costruito sulla luminosità di concetti quali fede, metamorfosi e purezza. Purezza spirituale ma anche di suono, perché LUX è un lavoro analogico nell’era dell’intelligenza artificiale, registrato con suoni acustici e orchestrali, cori e voci lontane dagli interventi dell’AI. Una ricerca insistita di autenticità per rispondere all’esigenza di Rosalìa di risultare vera e – soprattutto – libera da qualsiasi costrizione produttiva. 

In questo ambiente, la femminilità di Rosalìa diventa un ponte fra tradizione, modernità e futuro, tutti elementi che confluiranno in una performance dal vivo che già oggi si inserisce fra le più attese dell’anno che verrà. E che forse, proprio come LUX, sarà destinata a segnare un punto di svolta, in grado di cambiare le regole di un’industria che oggi, anche nelle performance sul palco, sembra cristallizzata nella rigidità degli algoritmi che regolano le nostre playlist quotidiane. Se rivoluzione dev’essere, meglio dire “io c’ero”, non credete?

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