Musica

Mumford & Sons

01.10.2025 Scritto da Andrea Facchin

Dopo il concerto estivo all’Arena di Verona, la band che ha ridefinito i confini del folk-rock torna in Italia con nuovi, imperdibili appuntamenti a Bologna e Milano.

Abbiamo ancora occhi e orecchie pieni del concerto dei Mumford & Sons all’Arena di Verona dello scorso 7 luglio ed è già il momento di ritrovarli. A novembre, infatti, la band britannica torna in Italia, per due appuntamenti da segnarsi in calendario: 19 novembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo) e il 21 novembre all’Unipol Forum di Assago (Mi).
Lo show estivo veronese, a dieci anni di distanza dal concerto-evento che aveva scatenato l’Arena, è stato quanto di più suggestivo potessimo goderci: atmosfera unica, prima oscurata da nubi temporalesche squarciate dai giochi di luce del palco, poi illuminata dal cielo più sereno e dai riff di banjo che nel tempo sono diventati uno dei marchi di fabbrica delle sonorità della band, soprattutto nella prima fase di carriera.
La musica di Marcus Mumford e soci non è mai stata un corpus unico e immutabile, bensì una creatura ricca di sfaccettature. Le profonde influenze folk hanno definito il loro stile, facendoli conoscere al mondo intero, ma sono le contaminazioni la vera benzina di un motore che non si ferma dal 2007: dal rock più alternativo all’elettronica, dal blues all’acustico più intimo, con echi di Bob Dylan e Fleetwood Mac e una spinta decisa verso sperimentazioni più moderne.
Fa tutto parte di un mix di generi e stili che la band ha portato avanti negli anni, sino all’ultimo lavoro in studio, Rushmere: un album da ascoltare e imparare a conoscere, prima di lasciarsi trascinare. I pezzi di quell’album fanno parte della scaletta delle prossime tappe italiane, insieme ai successi di sempre, da Little Lion Man a Ditmas, passando per Hopeless Wonderer, The Cave e, naturalmente, I Wiil Wait, per cui già si alzano le mani cielo. Un viaggio lungo cinque album che, come il più filosofico cerchio della vita, riconduce laddove tutto è cominciato: Rushmere, infatti, è il nome del luogo dove tutto ha avuto inizio per i Mumford & Sons. Uno stagno, immerso nel verde di Wimbledon Common, nel sud-ovest di Londra, dove Marcus Mumford, Ben Lovett e Ted Dwane, hanno immaginato per la prima volta di formare una band.
Tornare indietro per ripartire, spinti dalla creatività che ha forgiato la tendenza a reinventarsi della band, che le ha consentito di restare sempre sul pezzo, attirando un pubblico via via più trasversale. 
L’esperienza dei loro live è da vivere con cuore aperto e mente libera, per lasciarsi travolgere da un’energia che trasforma ogni concerto in un vero momento collettivo. Aspettiamoci dunque due show definiti da un’esplosione di emozioni, con momenti intimi e acustici alternati a un climax di suoni potenti e coinvolgenti.
Accompagnati da queste sonorità, potremo facilmente ritrovarci in una piacevole notte d’estate, magari in riva a un fiume e in mezzo al verde, circondati da lucine soffuse, con in mano un bicchiere di birra fresca al punto giusto. Non male come evasione dal grigio di novembre.

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