D: Palajova è Jovanotti al futuro! Che cosa ci dobbiamo aspettare che ancora non abbiamo visto? Ci hai abituato a dei live sempre molto originali.
R: Nel nome di questo tour c’è già il senso di tutto: PalaJova vuol dire il desiderio di trasformare uno spazio in un luogo che ci appartiene, che è di tutti, dove lo spettacolo non è in un lato del palasport, non è sul palco ma è dappertutto. Il simbolo e la grafica con la quale abbiamo annunciato il tour rappresenta una capanna nella giungla amazzonica ed è quella capanna dove si riuniscono tutti gli abitanti del villaggio, dai saggi agli artisti, dagli sciamani ai bambini, dalle signore alle ragazze alle ballerine. E’ il luogo della riunione, del grande raduno che avviene nei momenti di passaggio e rituali. E questo è un po' il concerto per me, trasformare uno spazio freddo che è un palasport in un luogo “caldo”, in una capanna: “due cuori e una capanna”, dove qualche centinaio di migliaia di cuori si ritrovano in qualche capanna in giro per l’Italia. Questo è proprio il senso di questo tour e di questo nome: PalaJova.
D: Qual è il messaggio che vorresti trasmettere al tuo pubblico con questo nuovo tour?
R: Io tendo a diffidare sempre dalla parola “messaggio” perché il messaggio siamo noi. Un grande filosofo sosteneva che nell’era moderna il “mezzo” è il messaggio quindi noi siamo lo strumento, il contenuto e il contenitore. “Noi” intendo come persone, essere umani, artisti, pubblico, tutti quanti. Il messaggio siamo noi e il nostro desiderio di vita, è la nostra voglia per una sera di staccare tutto e di divertici, di goderci la musica e di stare insieme, di caricarci di energia, di scaricare sul terreno le nostre paure, le ansie per il futuro e di guardare avanti. La musica serve a questo, un concerto ti deve un po' cambiare la vita, devi uscire un po' più “vivo” di quando sei entrato.
D: Il 31 gennaio uscirà il tuo nuovo album, che è stato anticipato dal singolo Montecristo. Puoi raccontarci qualcosa di questo nuovo progetto? C'è un brano a cui ti senti particolarmente legato?
R: Questo disco nuovo che uscirà il 31 gennaio è un disco pieno di canzoni perché ne ho scritte tante negli ultimi mesi e quindi essendo pieno di canzoni è pieno di voglia. E’ pieno di voglia di musica. C’è un filo conduttore ma non lo svelo perché le canzoni non si spiegano e soprattutto chi fa le canzoni non deve spiegarle, mai chiedere ad un artista o ad un autore di canzoni di spiegarle. Io spero che me le spiegheranno gli altri, che mi racconteranno questo disco e gli vorranno bene, lo ameranno come io ho amato farlo, scoprirlo e imparare a farlo, facendolo.
D: Sappiamo che sei un gran viaggiatore. Se potessi scegliere un luogo speciale nel mondo in cui tenere un concerto, quale sarebbe e perché?
R: Si, sono proprio un viaggiatore ed è una mia grande passione che applico a tutte le cose che cerco di fare, anche la musica per me è un viaggio, ogni cosa in fondo la affronto come se fosse un viaggio, come se fosse un’avventura. Non dirò mai qual è il posto dove vorrei suonare, perché siccome di solito i desideri si avverano… se lo dico…
No, non lo dirò mai ma ci sono vari posti dove mi piacerebbe suonare, ma di fatto a me piacerebbe suonare dove sto suonando, nel momento in cui faccio un concerto sono nel miglior posto del mondo. Quel posto lì, in quel momento, diventa il luogo dove desidero stare e non ce n’è un altro migliore di quello.
D: Se ti dico spiagge? Avresti ancora voglia di un tour con i piedi nella sabbia?
R: Se mi dici “spiagge” naturalmente mi viene in mente il Jova Beach Party che è la cosa più bella che, fino ad oggi, siamo riusciti a fare insieme alla mia squadra e al mio pubblico. Credo anche sia una delle cose più belle che siano mai avvenute nel mondo dei concerti live di sempre, non me ne viene in mente un’altra così bella, anche fatta da un altro, sono proprio presuntuosamente legato all’idea che Jova Beach Party sia stata una cosa fantastica. Se si potrà rifare ancora non si sa, dipende da tante cose. Magari faremo anche qualcosa di meglio, chissà… Proprio in questo momento non ci penso perché tutte le mie energie sono concentrate, su questa nuova avventura, sui PalaJova che saranno altrettanto entusiasmanti anche se in un altro modo. Sarà uno spettacolo diverso e un’esperienza diversa però è quello che ho voglia di fare adesso…quindi avanti tutta!!