Dici Lenny Kravitz e ti ritrovi subito immerso nella dimensione più cool del rock. Unico sessantenne terrestre a sfuggire alla logica universale del tempo che passa, Kravitz resta un’icona assoluta di stile, con i suoi addominali scolpiti e impossibili, denti bianchissimi e dreadlock sempre folti. Una forma smagliante a dir poco, figlia di una filosofia di vita centrata su quanto di meglio ci possa essere per nutrire l’animo umano: il sole e il mare delle Bahamas, luogo di ritiro e d’ispirazione artistica, un’alimentazione iper-salutista e tanto, tanto amore.
È quello che gli ha permesso di arrivare sino al 2025 tenendo il palco come nel 1989, anno del suo album d’esordio Let Love Rule, che già ben spiegava il Kravitz-pensiero. L’abbiamo visto la scorsa estate, con gli incredibili sold-out a Lucca per Lucca Summer Festival, Perugia per Umbria Jazz e Lido di Camaiore per La Prima Estate: tre concerti pieni di energia, rivitalizzanti in un certo senso perché capaci di darti la scarica elettrica giusta per (ri)svegliarti. Per questo non vediamo l’ora di ritrovarlo nei due nuovi appuntamenti del suo Blue Electric Light Tour: 31 marzo a Casalecchio di Reno (Bo), Unipol Arena e 1 aprile ad Assago (Mi), Unipol Forum.
Due show a inizio primavera, stagione di rinascite e quindi perfetta per lasciarsi trascinare dal groove di un autore poliedrico, che ha costruito la sua musica prima su un rock-soul acido-romantico che si mescolava al funk, tra Jimi Hendrix e Prince, per virare poi verso un nuovo, personale rinascimento rock anni ’70, alternato a una parentesi più sintetico-elettronica.
Sfornare singoli di peso non è mai stato un problema, ma la grandezza di Kravitz è riuscire in ogni campo artistico gli venga in mente di esplorare: al cinema, per esempio, è stato nel cast del fenomeno Hunger Games con Jennifer Lawrence e ha recitato anche in titoli applauditi come Precious e The Butler; per non parlare della moda o del design, con la sua linea Kravitz Design Inc., il cui portfolio, oltre a progetti per hotel e appartamenti, vanta partnership con brand leggendari quali Rolex, Leica e Dom Perignon.
Una versatilità che permea l’ultimo album in studio – che poi dà il nome al tour – applaudito dalla critica: l’Associated Press ha descritto il progetto come “glorioso... il miglior lavoro del rocker degli ultimi anni”, mentre NPR lo ha definito “un caleidoscopio di rock trascinante, funk psichedelico, soul delicato e altro ancora”.
Blue Electric Light certifica dunque un 2024 d’oro per Kravitz, che oltre a conquistare l’Europa con una serie di esibizioni incredibili, è stato onorato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame (presentato dalla figlia Zoë, altro mostro di bellezza e talento, con un discorso diventato poi virale), il “Music Icon Award” ai People’s Choice Awards, il “Best Rock Award” ai Video Music Awards e il “Fashion Icon Award” del CFDA.
Il 2025 non sembra promettere meno e a noi non resta che aspettare di abbandonarci a due show in cui Kravitz ci guiderà con i successi del suo ampio repertorio, accompagnati, scommettiamo, da intermezzi di poche ma sentite parole su amore, uguaglianza e libertà. Per uscire dal palazzetto anche come persone migliori, si spera.