Anna, la Regina indiscussa dei palchi italiani. Dopo premi internazionali, numeri da record e palchi sempre più grandi, Anna è la protagonista dell’estate, con il suo VB Summer Tour. In questa intervista ci racconta qualche curiosità di sé mentre conquista il pubblico un live dopo l’altro.
D: Il “Global Woman of the Year” dei Billboard Women in Music Awards 2025, non è solo un premio al successo, ma anche alla capacità di connettere culture e identità attraverso l’arte. Tu, nel tuo percorso musicale, in cosa ti senti davvero “globale” e in cosa profondamente italiana?
R: Andare a Los Angeles e salire sul palco dei Billboard Women in Music Awards accanto a tantissime star della musica che ammiro e apprezzo è stata un’esperienza folle! Bellissimo, il coronamento di un sogno. Io però mi sento profondamente italiana, amo collaborare con produttori italiani, dal punto di vista artistico. Se scelgo qualcosa che mi arriva dall’estero è perché deve essere di un livello davvero alto per me. Penso di essere “globale”, invece, per quanto riguarda ciò che racconto nei testi delle mie canzoni. Penso che qualsiasi persona si trovi in qualsiasi parte del mondo si possa ritrovare in ciò che scrivo.
D: Su TikTok gira un trend in cui i fan riprendono i propri artisti nel loro momento “I made it”, che è quell’istante preciso in cui realizzano di aver raggiunto qualcosa di grande. Tu hai già vissuto un momento così? Te lo ricordi? Cosa hai provato?
R: Ne ho vissuti tanti nell’ultimo periodo: rimanere prima classifica con il mio disco per 9 settimane consecutive, aprire il concerto di Nicki Minaj, essere premiata a Los Angeles… però cerco di ricordare a me stessa che i numeri, che per carità sono importanti, non sono tutto. Preferisco concentrarmi sulle “esperienze”, le cose belle, “fotografare degli istanti” della mia vita, di cui sono grata e che porterò sempre con me.
D: Dietro l’energia dei live ci sono spesso abitudini che aiutano a restare concentrati. Hai dei rituali prima di salire sul palco? Per esempio, ti porti un portafortuna sul palco, oppure fai un gesto scaramantico per scaricare la tensione?
R: I live sono diventati parte integrante della mia vita: è un modo per restare costantemente connessa con i miei fan. Non ho un rituale particolare, cerco di focalizzarmi sullo show e sulle cose che devo fare sul palco, come ballare e cantare. Ci sono momenti in cui mi sento davvero giù, però poi sento le urla di gioia dei miei fan e ciò basta per darmi l’energia necessaria per ricaricarmi e salire on stage! È il mio pubblico, forse, il mio “portafortuna”.
D: Oggi agli artisti non si chiede solo talento, ma anche presenza costante, coerenza, perfezione. Le aspettative crescono insieme al successo. Tu come vivi la pressione di ciò che il pubblico, la critica e l’industria musicale si aspettano da te?
R: All’inizio avvertivo di più questa pressione, il dover fare un disco, il far sì che avesse successo. È un po’ di anni che sono dentro quest’industria e ho capito un po’ di cose, tra cui quella che preservare la propria salute mentale e fisica è fondamentale. Io faccio musica perché è il modo in cui mi esprimo, prima di tutto. Non penso di fare una canzone o un disco perché vada in cima alle classifiche. Tutto ciò è gratificante, non voglio mentire. Ma prima di tutto devo creare qualcosa di cui io sia convinta al 100%. Il resto viene da sé. Non sono più una persona che guarda i commenti degli altri su Internet.
D: Ogni artista ha lati ancora inespressi o sogni messi da parte perché “troppo fuori schema”. C’è una parte di te che non hai ancora portato nella musica? Hai un progetto “folle” che sogni di realizzare, senza limiti o paure?
R: In quanto artista per me la musica è una “valvola di sfogo”. Mi esprimo attraverso la musica, attraverso i testi delle mie canzoni che mi piace comporre. Come ogni artista, evolvo, cambio. E questo si riflette nella mia musica. Non mi piace ripetere me stessa, perciò mi sento “coraggiosa” quando si tratta di fare canzoni. Ma sempre autentica al 100%. Mi piace pensare che la mia musica futura suoni diversa da quella di adesso, per esempio. Non mi pongo limiti e non ho paura di essere me stessa. Forse mi piacerebbe provare anche il Cinema, chi lo sa! Alla fine, amo esprimermi a 360 gradi. Non ho paura di imparare cose nuove, studiare, applicarmi e lavorare. Anzi sono la mia “benzina” e ciò che mi fa andare avanti.