Si parte da lontano, da quelle pietre che incontriamo nei viaggi, nelle fotografie, nei libri: blocchi enormi, tagli millimetrici, allineamenti che sembrano pensati con un’intenzione precisa. Sono davvero “solo” resti del passato? O sono tracce di conoscenze e di passaggi che la storia ufficiale fatica a mettere in ordine?
Anche il nostro stesso DNA conserva eredità, memorie che non sappiamo di avere e che però si manifestano. Anche il corpo è come un testo da leggere: cibo, emozioni, esperienze che lasciano impronte.
Se le tracce sono ovunque, nelle pietre e nel sangue, siamo pronti a riconoscerle? È un racconto che non chiude: apre. E lascia a ciascuno la responsabilità della propria risposta.