scritto da Alberto Boubakar Malanchino
e Girolamo Lucania
regia Girolamo Lucania
musica originale e composizione Ivan Bert
visual Arts Niccolò Borgia
direzione Tecnica, Luci e Fonica Alessandro Vendrame
con ALBERTO BOUBAKAR MALANCHINO
Con il sostegno delle residenze in Pim/Off, Milano e Cranpi, presso Teatro Biblioteca del Quarticciolo, Roma e Circuito CLAPS
Il progetto ha vinto il bando 25/26 di residenza Toscana Terra Accogliente ed è stato in residenza al Teatro Goldoni di Firenze
Il lavoro di drammaturgia è frutto di residenze artistiche e di un lavoro di ricerca partecipata all’interno delle palestre popolari di pugilato.
Un’indagine sul campo e sul territorio, che prevede incontri con atleti/e, esperti/e e attivisti/e della storia di afrodiscendenza in Italia, nuovi giovani italiani, protagoniste e protagonisti anche di quartieri fragili e multietnici. La vita di Jacovacci è il dispositivo narrativo che attraversa il racconto di una nuova generazione di Italiani, 100 anni dopo la vittoria sul ring del pugile italo-congolese. Un racconto che sarà il frutto di un’indagine reale nelle palestre di pugilato e nelle periferie italiane.
Così, Leo si fa specchio e speranza del presente. Il presente di una generazione di ragazze e ragazzi, simbolo del futuro del nostro paese. Il colore della pelle non è più il colore del diverso, ma la fotografia di un insieme complesso di vite, di storie, di successi, la pelle è il territorio della fatica, lo sport e il pugilato il simbolo poetico della lotta per uno scopo, perché “l’energia delle nuove generazioni non va sprecata". Questo sarà il racconto di una generazione che vuole riprendersi la Storia, che vuole lottare contro chi si rifiuta di accettare il futuro e contro il ritorno preoccupante dei fascismi.