Il ritratto di Dorian Gray è uno dei romanzi più celebri e controversi di Oscar Wilde: una parabola sulla bellezza, sulla colpa e sul desiderio di restare intatti mentre la vita lascia il suo segno. Nell’adattamento scritto e diretto da Giancarlo Nicoletti, il capolavoro wildiano non viene affrontato come racconto d’epoca ma come dispositivo morale capace di parlare direttamente al nostro presente.
Dorian Gray — giovane dalla bellezza straordinaria il cui ritratto invecchia al posto suo — è interpretato dall’attrice Federica Luna Vincenti: una scelta drammaturgica che rende immediatamente visibile la violenza dello sguardo altrui e la pressione esercitata dalla società sui corpi desiderati. Alessio Vassallo dà vita a Lord Henry Wotton, figura seduttiva e manipolatoria, i cui aforismi taglienti si trasformano in contagio intellettuale.
L’adattamento reinventa il mito in chiave contemporanea: telecamere, proiezioni e immagini frammentate traducono il ritratto nel linguaggio dei social media, dove l’identità si costruisce e si consuma sotto lo sguardo collettivo. Uno spettacolo fedele alla struttura del romanzo ma profondamente immerso nel nostro tempo, in cui la domanda di Wilde risuona più attuale che mai: quanto siamo disposti a sacrificare per rimanere desiderabili?