Manuela Zero, attrice e cantante, affiancata da violino, chitarra e violoncello, porta in scena sette storie di imperfezione, fragilità, dolore, solitudine e diversità.
“Brotti” è una parola che fonde brutti e rotti: figure spezzate e isolate nel cerchio del loro dolore, che si raccontano con gusto tragicomico, affrontando temi radicati nella nostra società: l’amore tossico, la solitudine, il pregiudizio e la violenza. Sono maschere grottesche e senza tempo che vivono intensamente la meraviglia dei sentimenti umani.
Il sottotitolo – “E tu non ridere che sei come loro!” – suggerisce forse il senso più profondo: siamo tutti in fondo un po’ rotti, ammaccati dalle avversità della vita, dagli imprevisti, dai sentimenti folli o sbagliati. E proprio in questo essere fuori misura, imperfetti e irriducibili, i brotti ci ricordano qualcosa che la normalità tende a dimenticare: la bellezza più autentica nasce spesso da ciò che non trova posto nelle regole del mondo.