Riportare i classici e la filosofia antica nello spazio pubblico significa trovare nuove forme di trasmissione del sapere capaci di coinvolgere, emozionare e appassionare. La palestra di Platone risponde concretamente a questa sfida con uno spettacolo teatrale innovativo e sperimentale che, al ritmo di un concerto rock, fa dialogare Platone e Muhammad Ali, Michael Jordan e Omero, il flauto greco e la chitarra distorta di Eye of the Tiger.
Un’opera contemporanea che restituisce la forza vitale e originaria della filosofia platonica. Quando Platone fonda l’Accademia, poco fuori Atene, propone una nuova forma di esistenza: la scuola come palestra, luogo di allenamento del corpo e dell’anima. La filosofia diventa così una “forma di vita”, un esercizio per rendere forti le anime deboli.
Lo spettacolo racconta la storia di un giovane atleta campione di pancrazio che unisce sport e pensiero, creando un nuovo modo di vivere e di pensare. Una storia antica che parla direttamente a noi, uomini e donne contemporanei, e ci invita a riappropriarci della nostra energia vitale.
Nessuna provocazione: un’opera teatrale contemporanea che riporta in vita lo spirito autentico e originario, la forza vitale della filosofia platonica.
«Il ginnasio, ovvero la palestra – spiega Regazzoni - è un’istituzione fondamentale della Grecia antica, uno spazio libero e aperto a tutti, in cui avveniva la formazione dei cittadini. È un luogo per la produzione della cittadinanza che operava in Grecia sul binomio mente - corpo. Pochi sanno che Platone è un nome di battaglia, vuol dire “spalle larghe” perché Platone, il filosofo Platone, era prima di tutto un lottatore.
Fonda la sua Accademia attorno alla palestra dove si allena. La filosofia, in forma di dialogo, si pratica sotto i portici, attorno all’area in cui i corpi dei giovani atleti si confrontano. La filosofia è contigua alla lotta, e i corpi dei giovani passano senza soluzione di continuità dal gesto atletico al confronto delle idee. La filosofia platonica va pensata a partire da questo spazio atletico filosofico».
Progetto e regia SERGIO MAIFREDI
Musiche eseguite dal vivo da
EDMONDO ROMANO, percussione e fiati
EUGENIA CANALE, pianoforte
LUCA FALOMI, chitarra acustica
Disegno luci Paolo Benvenuto
Produzione Teatro Pubblico Ligure – Centro di produzione teatrale/Teatro Cavour