Sabato 18 luglio 2026, al Teatro della Pergola di Firenze, va in scena un evento unico: la prima assoluta mondiale di Turandot con il finale ritrovato negli scritti inediti di Giacomo Puccini. Non il finale tradizionalmente eseguito nella versione completata da Franco Alfano, ma il finale che nasce dalle ultime carte del Maestro: schizzi, appunti e frammenti musicali che Puccini portò con sé a Bruxelles negli ultimi giorni della sua vita. Dopo cento anni, quelle carte tornano finalmente a parlare. A restituire questo straordinario materiale alla scena è la musicologa Deborah Burton, professoressa della Boston University, con un lavoro che riporta Turandot al cuore dell’ultimo pensiero musicale di Puccini.
È lo stesso nodo drammatico e musicale che, il 3 novembre 1924, nello studio del Maestro a Viareggio, fu ascoltato da Arturo Toscanini e Giovacchino Forzano: il punto estremo dell’opera, là dove la morte interruppe Puccini ma non cancellò la sua idea. Non una variante qualsiasi. Non una curiosità per studiosi ma una pagina ritrovata della storia dell’opera italiana.