"Ci sono immagini che attraversano il tempo senza perdere forza. La donna ritratta da Tamara
de Lempicka, elegante, fiera, con lo sguardo rivolto in avanti e le mani salde sul volante, non
rappresenta soltanto un’epoca. Rappresenta una scelta.
Negli anni Venti, quando il mondo sembrava appartenere quasi esclusivamente agli uomini,
quella donna decise di occupare il proprio spazio. Di guidare. Di non essere spettatrice della
propria vita, ma protagonista del proprio destino.
Oggi, a quasi un secolo di distanza, molte battaglie sono state vinte. Eppure tante altre
attendono ancora di essere combattute. Perché essere donna continua a essere un atto.
Un atto di coraggio quando si rompe uno stereotipo. Un atto di libertà quando si sceglie la
propria strada. Un atto di forza quando ci si rialza dopo una caduta. Un atto d’amore quando si
educa, si cura, si protegge, si costruisce futuro.
Le donne hanno cambiato il mondo spesso senza fare rumore. Hanno custodito famiglie,
acceso rivoluzioni culturali, guidato la ricerca, l’arte, la politica, la scienza. Hanno insegnato a
generazioni intere che la vera forza non è dominare, ma trasformare.
A loro dedichiamo questa stagione.
Non per celebrare una ricorrenza, ma per riconoscere un’evidenza: ogni società cresce nella
misura in cui è capace di ascoltare la voce delle sue donne. Il teatro, da sempre, è il luogo in cui
la realtà incontra l’immaginazione. È lo spazio in cui possiamo osservare noi stessi senza filtri,
riconoscere le nostre fragilità, mettere in discussione ciò che davamo per scontato.
Per questo Essere donna: un atto! non è soltanto il titolo della nuova stagione del Teatro alle
Vigne. È un invito. A guardare il mondo con occhi diversi. Ad ascoltare storie che parlano di tutti
noi. A lasciarci cambiare da ciò che accade sul palcoscenico. Perché il teatro, proprio come la
vita, comincia davvero soltanto quando abbiamo il coraggio di metterci in discussione.
E allora permettetemi di lasciarvi con una domanda. Questa stagione vi chiederà di ridere,
emozionarvi, riflettere, sorprendervi. Ma soprattutto vi chiederà una cosa: siete pronti a non
essere semplicemente spettatori… e a lasciare che il teatro diventi, ancora una volta, parte
della vostra storia?"
Il Direttore artistico Mauro Simone