C’è una donna che non esiste. O meglio, ne esistono due, nello stesso corpo, nello stesso respiro, nella stessa vita.
Dalia Nigro è una poliziotta. La prima in Italia a infiltrarsi in una banca-trappola, costruita per intercettare i fiumi di denaro della criminalità organizzata.
Per entrarci Dalia deve sparire.
Per entrarci Dalia Nigro deve diventare Maria Monti.
E qui inizia la storia, realmente accaduta, che Roberto Saviano racconta. Cosa succede quando una maschera smette di essere una maschera? Quando il nome falso comincia a rispondere prima di te, a pensare prima di te, a sentire prima di te?
“Quel che resta di me è un atto d’accusa" dice Saviano: "Quello che ho cercato di raccontare, dietro la vicenda di Dalia, è come le banche abbiano devastato il mondo, non con le pistole, ma con i bonifici. Come il riciclaggio di denaro sporco non sia più un reato ai margini, un’anomalia da perseguire, ma l’anima stessa del sistema finanziario globale, il motore silenzioso che tiene in piedi mercati, governi, guerre. Il crimine organizzato oggi non si nasconde più nei vicoli, ma negli spread, nei fondi offshore, nelle triangolazioni che nessuno controlla davvero. E la storia di Dalia, la sua doppia vita e la sua maschera, sono lo specchio fedele di un sistema che si nutre di doppie identità."
Alla vicenda di Dalia Nigro si intrecceranno altre storie di infiltrazione. Altri uomini e altre donne che hanno scelto di scomparire da se stessi per entrare dentro il crimine e portarne fuori la verità.
Ogni storia è diversa, ma la domanda che le attraversa tutte è la stessa che Maria Monti si porrà ogni singolo giorno vissuto sotto copertura: cosa si è disposti a perdere di se stessi per portare alla luce ciò che qualcun altro vuole tenere nascosto?