Qui e altrove.
GLI AMBIENTI DI PAOLO SCHEGGI 1964 – 1971
Una mostra dedicata a Paolo Scheggi (1940-1971), uno dei protagonisti internazionali delle indagini sperimentali degli anni Sessanta, erede dello Spazialismo e tra i fondatori della pittura monocroma e oggettuale.
L’esposizione, curata da Emma Zanella, direttrice del MA*GA e da Ilaria Bignotti, curatrice scientifica dell’Archivio Scheggi, realizzata in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi dai cui provengono le opere e i documenti letterari e iconografici esposti, celebra l’ingresso dell’opera del maestro toscano dal titolo Struttura modulare (1967), nelle collezioni permanenti del Museo MA*GA, reso possibile grazie alla vincita del bando indetto da PAC-Piano per l'Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La rassegna, che si tiene in contemporanea a un’analoga iniziativa riservata a Vincenzo Agnetti, si rivolge a un aspetto preciso e fondamentale della ricerca di Scheggi, ovvero l’integrazione plastica all’architettura, declinatasi in progetti di ambienti vivibili e percorribili realizzati tra il 1964 e il 1971, anno della sua prematura scomparsa.
La mostra rappresenta dunque un’occasione imperdibile e inedita, immersiva e coinvolgente per scoprire sia la peculiare concezione di spazio in Paolo Scheggi, uno spazio inteso come motore di esperienza e contemplazione connesso a una precisa idea di tempo quale laboratorio di sperimentazione della percezione e luogo di congiunzione tra un passato archetipico e un futuro profetico, sia la sua elaborazione di un linguaggio mitico-politico.
Le strade terminano prima di cominciare.
VINCENZO AGNETTI E LE TRACCE FOTOGRAFICHEA seguito della vittoria del bando “Strategia Fotografia 2025” della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il MA*GA di Gallarate (VA) acquisisce una serie di opere di Vincenzo Agnetti (1926-1981) dal titolo Dopo le Grandi Manovre.
Il progetto espositivo, curato da Alessandro Castiglioni, vicedirettore del MA*GA, nasce da uno stretto dialogo con l’Archivio dell’artista e pone l’attenzione sullo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacità narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l’attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.