coreografia Mauro Bigonzetti
musica Pëtr Il’ič Ciajkovskij
interpreti Matilde Abbati, Jasmine Begici, Filippo Begnozzi, Elisa Bocconi, Margherita Ciardi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Giulia Lusetti, Sara Manzini, Luca Marchi, Lorenzo Molinaro, Federico Musumeci, Jada Piccinini, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Maxime Schiavon, Loris Schirinzi, Nicola Stasi, Gennaro Todisco, Giuseppe Villarosa
scene, luci e ideazione video Carlo Cerri
ideazione e realizzazione video OOOPStudio
costumi Lois Swandale, Kristopher Millar
realizzazione costumi Nuvia Valestri
realizzazione attrezzeria Studio Cromo, Attosecondo
assistente alla coreografia Roberto Zamorano
maestro ripetitore Enrico Morelli
Il coreografo italiano Mauro Bigonzetti, già direttore di Aterballetto e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, rilegge l’eterna fiaba de Lo schiaccianoci sulla celebre partitura di Pëtr Il’ič Ciajkovskij, portando in scena uno spettacolo di danza in cui la struttura del racconto coreografico ripercorre le storie di Drosselmeier e di Clara, nonché le capacità evocative del movimento e della musica.
Sul palco, la danza della pluripremiata MM Contemporary Dance Company, realtà di eccellenza nel panorama coreutico italiano diretta dal coreografo Michele Merola, sarà incorniciata dall’impianto scenico visionario di Carlo Cerri che, con le sue architetture 3D, mescola realtà e fantasia, visibile e inconscio. Un balletto coinvolgente che invita il pubblico a lasciarsi andare, conducendo ciascuno nel mondo del proprio immaginario.
Lo spettacolo è prodotto da LAC - Lugano Arte e Cultura,
in coproduzione con MM Contemporary Dance Company,
con la collaborazione produttiva di Fondazione Teatro Comunale di Modena.
È la sera di Natale, una giovane ragazza riceve in regalo da un misterioso e magico signore un bellissimo burattino dal volto principesco. Arriva la notte, quel dono prende vita in un luogo immaginario che si popola di figure che si agitano come fossero vive: il reale si fonde e si confonde con il fantastico.
Da qui vogliamo partire per raccontare questo Schiaccianoci; vogliamo prender spunto, più che dal grande repertorio ballettistico, dal racconto originario di Hoffmann permeato di quelle atmosfere visionarie che giocano con l’ambiguità tra il vero e il sogno, tra il visibile e l’inconscio.
Vogliamo costruire un ambiente che richiami il labirinto perché il labirinto, nel mito, è per eccellenza il luogo che si situa tra il reale e il fantastico. Il nostro sarà un labirinto sincrono all’estetica tecnologica contemporanea, fatto di immagini che si sovrappongono, in cui la percezione di chi guarda è stimolata e assorbita da immagini reali che vanno oltre il reale ed è beffata dall’inganno della vista, dove il rincorrersi e sovrapporsi di vero e fantasia sembra scuotere un cortocircuito elettronico.
Quindi? Spettacolo per adulti? Spettacolo per bambini? È uno spettacolo di danza dove la struttura del racconto coreografico ripercorre le storie di Drosselmeier e di Clara, e le capacità evocative del movimento e della musica, che travalicano tutti i linguaggi, creano un flusso narrativo che permette di immedesimarsi sino al superamento delle diversità generazionali e delle differenti capacità di visione.
Sarà uno spettacolo, quindi, dal quale farsi trascinare e nel quale lasciarsi andare, ciascuno nel mondo del proprio immaginario.
Atto I
È la vigilia di Natale. Nella cucina di un palazzo fervono i preparativi per la festa, mentre i ragazzi si divertono e danzano nell’attesa dei regali. Arriva il misterioso e magico Drosselmeier, che porta doni per i bambini e li intrattiene con giochi di prestigio. Clara, la sua prediletta, riceve un burattino con le sembianze di uno schiaccianoci che Fritz, suo fratello, rompe per dispetto; Drosselmeier lo ripara prontamente. Alla festa giungono anche gli altri invitati, che si uniscono alle danze.
Clara, ormai stanca, si addormenta sul letto e inizia a sognare. A mezzanotte la sala e l’albero di Natale assumono proporzioni gigantesche, mentre un manipolo di roditori, guidato dal Re dei topi, tenta di impadronirsi dello schiaccianoci. I cuochi accorrono in soccorso di Clara e mettono in fuga gli assalitori. Drosselmeier anima lo Schiaccianoci, che si trasforma in un giovane Principe, e Clara lo segue in una foresta innevata. Qui Drosselmeier, quasi a suggellare la forza dei suoi poteri, dà vita al lirico e sognante Valzer dei fiocchi di neve.
Atto II
Clara e il Principe Schiaccianoci, accompagnati da Drosselmeier e dal fratellino Fritz, vengono condotti in un luogo sospeso tra sogno e realtà, uno spazio magico dal respiro quasi metafisico. Questo viaggio diventa per Clara un percorso interiore, un delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza, durante il quale i primi sentimenti d’amore per il Principe Schiaccianoci iniziano a farsi strada con timida meraviglia. In questo regno incantato si susseguono diverse sequenze danzate, vere e proprie cartoline coreografiche che scorrono come le pagine di un album, o come una passeggiata attraverso le sale di un’esposizione, ognuna con la propria danza – spagnola, araba, cinese, russa e dei Mirlitons –, fino a giungere al celeberrimo Valzer dei fiori e all’Apoteosi finale.