Fondazione Aida presenta la nuova versione di Favole al telefono una “fiaba in musica” dedicata a tutta la famiglia, che raccoglie alcune delle più celebri favole e filastrocche di Gianni Rodari inserendole all’interno di una trama completamente originale in grado di parlare ai bambini di oggi e a quelli di allora.
Le storie di Rodari non conoscono il passare del tempo, conservano immutate le doti originali di eleganza, ironia e freschezza che da sempre costituiscono i punti di forza di quella inesauribile capacità di invenzione che sapeva coniugare con la puntuale, seria e civile osservazione della realtà contemporanea.
Storie che in Favole al telefono torneranno a prendere vita sulla scena in un vero e proprio carosello musicale sotto forma di canzoni, racconti, filastrocche e piccoli numeri di varietà.
L’adattamento teatrale e la regia sono firmati da Pino Costalunga, autore esperto di letteratura per l’infanzia, gli interpreti sono Matteo Fresch e Alice Canovi nelle vesti di due strani e improbabili, ma simpaticissimi Aggiustatelefoni.
Le musiche, tutte originali, sono state composte dal Maestro Valentino Corvino, che ha messo la sua esperienza al servizio di uno spettacolo che gioca con i vari generi musicali, tra questi, in particolare, si guarda al garbo e alla delicatezza del Quartetto Cetra. E proprio partendo dai brani orecchiabili, dai testi allegri ma con arrangiamenti raffinati del leggendario quartetto (si ricorda l’interpretazione de Le favole dove stanno della celebre Lucia Mannucci) che le favole torneranno a prendere vita sulla scena risvegliando la voglia di inventare e di giocare con la fantasia.
“La struttura drammaturgica, spiega il Maestro Corvino - mette in fila favole che creano tanti piccoli mondi divertenti e spesso surreali. Questo materiale mi ha dato lo spunto per comporre attingendo ai più diversi linguaggi musicali in un continuo esercizio di stile che fosse il più possibile funzionale al racconto. Ma, come avviene nei testi di Rodari, alla leggerezza di gran parte della narrazione musicale si alternano momenti legati ad un’espressione più intima, perché il fine ultimo di queste favole non è il puro intrattenimento ma l’educazione dei più giovani alla riflessione ed all’utilizzo della fantasia”.
In scena due strani e improbabili, ma simpaticissimi Aggiustatelefoni che da tempo ormai non hanno più telefoni da aggiustare. Ma ecco che, proprio nel bel mezzo del loro annoiato far nulla, qualcosa succede: un vecchio telefono viene abbandonato davanti alla porta del loro negozio - laboratorio con un bigliettino d’accompagnamento. La proprietaria del telefono scrive che da bambina era solita ricevere una telefonata ogni sera da suo padre che, sempre distante per lavoro, le raccontava una favola prima di addormentarsi. Le favole erano molto corte, perché telefonare, a quel tempo, costava assai e il nostro viaggiatore di commercio non poteva permettersi grandi spese. Dunque: favole corte, ma bellissime!
Ora tutte quelle belle storie sono rimaste intrappolate dentro il telefono e non riescono più ad uscire. Ecco allora che i nostri Aggiustatelefoni hanno trovato di nuovo il modo per essere utili e grazie a loro le favole torneranno di nuovo magicamente a prendere vita.