La messinscena di Quaranta... ma non li dimostra si muove sul delicato equilibrio tra commedia e malinconia. Al centro della vicenda troviamo una famiglia apparentemente ordinaria, ma attraversata da tensioni profonde: Pasquale (un immenso Enrico Guarneri), padre vedovo, sospeso tra autorità e fragilità, e quattro figlie: la maggiore, ormai "zitella" quarantenne, ha assunto il ruolo materno sacrificando la propria vita personale.
La vicenda è stata collocata alla fine degli anni sessanta, nel contrasto tra modernità sociale e classicismo familiare in un continuo scambio generazionale tra il padre e le sue figlie più giovani con tanto di fidanzati al seguito, e la complessità della figlia maggiore, Sesella, bloccata in un ruolo che non ha scelto fino in fondo. Il tentativo del padre di "sistemarla" attraverso il matrimonio diventa così non solo un espediente comico, ma anche un gesto ambiguo, tra senso di colpa e desiderio di ristabilire un ordine perduto.
Il ritmo della recitazione alterna momenti brillanti a pause cariche di sottotesto, senza perdere la tensione emotiva che li attraversa. In questa lettura, la commedia non è soltanto una storia di equivoci ma un'indagine sul ruolo della donna, sul sacrificio familiare e sulla difficoltà di ridefinire la propria identità al di fuori dei legami imposti. Il sorriso che lo spettacolo suscita è dunque sempre accompagnato da una sottile inquietudine: quella di chi, guardando in scena, riconosce il prezzo invisibile dell'amore e del dovere.