Nel 1228 iniziò la costruzione dell’attuale Palazzo della Ragione. Il progetto fu avviato dal
Podestà Aliprando Fab(v)a da Brescia e inizialmente prevedeva la costruzione del solo portico aperto come luogo per assemblee, arbitraggi e ordinanze.
La realizzazione di questo grande spazio coperto, dove si riunivano anche mercanti, banchieri e notai, rese l’edificio fondamentale per la vita economica oltre che politica della città.
Il Palazzo fu detto “delle Ragioni” perché qui si rendeva al popolo anche ragione, civile e penale, da parte dei Giudici. I loro simboli erano il Gallo ed il Cavallo, a rappresentare la vigilanza e la celerità della giustizia.
Nel XVI secolo il Palazzo subì numerosi adattamenti e nel 1770/73, per volere di Maria Teresa d’Austria, un ulteriore intervento opera dell’architetto Francesco Croce – autore della guglia maggiore del Duomo-Madonnina e della Rotonda di via Besana – dotò il Palazzo dell’ultimo piano, un sopralzo ad ampie finestre ovali l’edificio divenne così sede dell’Archivio Notarile, raccogliendo tutte le carte depositate presso i notai di Milano e della provincia, destinazione questa che mantenne fino al 1961.
Le cinque giornate di Milano sceglieranno il tetto del Palazzo per lasciare il loro segno: danneggiato da una cannonata, l’edificio viene riparato nell’aprile del 1848. Nel 1939 il Comune di Milano diventa proprietario del Palazzo della Ragione e negli anni Ottanta, dopo lavori di consolidamento strutturale, restauro conservativo e architettonico, lo destina a spazio espositivo.