Dopo avere ridotto il nome da Southern Death Cult a Death Cult e poi semplicemente a Cult, Ian Astbury, ragazzo inglese cresciuto in Canada e rientrato in patria dopo la rivoluzione punk, abbandona l’immagine gotico-chic mantenendo in parte la matrice dark e unendola ad un’impronta hard dallo stile epico e drammatico. Con uno sguardo alla psichedelia e agli anni ’70, la storia dei Cult attraversa gli anni ’80 con buon successo e inizia gli anni ’90 contaminando il proprio genere con la storica passione di Astbury per la cultura pellerossa in CEREMONY.
THE CULT (1994) dedica canzoni a scomparsi personaggi come Kurt Cobain e River Phoenix e costituisce l’ultimo episodio discografico della band, che poi si scioglie per riformarsi qualche anno più tardi. Segue l’uscita di alcune raccolte, mentre i componenti si disperdono: il cantante Ian Astbury e il batterista Scott Garrett fondano gli Holy Barbarians, mentre il chitarrista Billy Duffy fonda prima i Vent (con l’ex-Wonder Stuff Miles Hunt e l’ex-Eat Pete Howard) e poi i Colorsound (con l’ex cantante degli Alarm Mike Peters). BEYOND GOOD&EVIL (etichetta Atlantic) arriva nel 2001; segue una pausa e una nuova reunion tra il 2006 e il 2007: accanto a Astbury e Duffy, unici membri originali, la nuova formazione include Mike Dimkitch alla chitarra ritmica, Chris Wyse al basso e John Tempesta (ex Testament e White Zombie) alla batteria. I Cult entrano in studio a Londra con la produzione di Youth (Verve, Primal Scream ecc). La band inglese, crea una propria etichetta, New Wilderness, ma a pubblicare il nuovo disco, BORN INTO THIS, è la Roadrunner (gruppo Universal).
Fonte:
Rockol