Dal 23 ottobre 2026 fino al 27 giugno 2027 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Song Dong. Soul Out, la prima mostra personale in Italia dedicata all’artista Song Dong (Pechino, 1966) a cura di Li Zhenhua e Davide Quadrio, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci. L’esposizione è concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo in cui le opere di Song Dong entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis.
Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme a un archivio di fotografie e video di performance realizzate dagli anni ‘90 a oggi, Song Dong. Soul Out ripercorre oltre trent’anni di lavoro, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.
La ricerca di Song Dong affonda le proprie radici nel pensiero di Laozi e Zhuangzi, maestri storici della filosofia taoista, di cui rielabora i concetti di fluidità dell’esistenza e di non-azione con un approccio intuitivo influenzato anche dal pensiero Zen; inoltre il suo linguaggio dialoga con alcune delle principali correnti artistiche internazionali del secondo Novecento, dall’Arte Povera italiana al Mono-Ha giapponese, fino al Minimalismo e all’Arte Concettuale statunitense. Nonostante il profondo legame con il pensiero taoista e buddhista, Song Dong sviluppa una poetica che si confronta con una pluralità di esperienze e sensibilità: attraverso gesti minimi, processi di ripetizione e trasformazione di materiali ordinari e quotidiani, l’artista apre una riflessione sul tempo, sull’impermanenza e sulla fragilità dell’esperienza umana. Ad accogliere i visitatori in mostra è Believe, installazione luminosa adattata per gli spazi del museo che, attraverso una cascata suggestiva di luce rossa, introduce alla dimensione immersiva e sensoriale che attraversa l’intero progetto espositivo. L’opera, attraverso un gioco di parole, riflette sul significato di fiducia, generando una rete di reciproca diffidenza che coinvolge tanto il rapporto con l’altro quanto quello con sé stessi.
Tra i nuclei centrali figura l’installazione monumentale Waste Not, presentata in Italia per la prima volta dopo essere stata esposta, tra gli altri, al Barbican Centre di Londra, al MoMa di New York, alla Kunsthalle Düsseldorf e alla Vancouver Art Gallery. L’opera, ispirata alle pratiche di appropriazione del Dadaismo e al concetto di ready-made duchampiano, comprende l’intero corredo di beni materiali accumulati meticolosamente dalla madre dell’artista Zhao Xiangyuan – inclusa la struttura in legno della sua abitazione – la cui passione per il collezionismo è divenuta un’ossessione dopo la morte del marito nel 2002. Oltre 10.000 oggetti di uso quotidiano – tra cui bottoni, recipienti di vario tipo, ritagli di tessuto, sedie, tavoli, vestiti usati, giocattoli abbandonati, vecchie riviste, telefoni, tubetti di dentifricio vuoti, tappi di bottiglia, contenitori alimentari, saponette, sacchetti della spesa, pile di scatole di medicinali – trasformano la “collezione” materna in una riflessione sulla memoria, sull’accumulo, sulle logiche di produzione e consumo che caratterizzano la contemporaneità. Insieme a Waste Not, altri lavori approfondiscono il tema delle relazioni familiari, centrale nella ricerca di Song Dong, tra cui Touching My Father e My Daughter is my Four Seasons, dedicate rispettivamente al padre e alla figlia, che esplorano le dinamiche affettive e le diverse forme di interazione all’interno del nucleo familiare.
Particolarmente significativa nel percorso espositivo è Borrow Light, installazione partecipativa che abita Salone Mazzonis e rappresenta una sintesi esemplare della poetica di Song Dong e della relazione che il MAO intende costruire con la propria comunità. Presentata alla Biennale di San Paolo nel 2025, l’opera prende forma grazie a centinaia di lampade concesse in prestito dai cittadini in risposta all’invito lanciato dal museo a maggio 2026. Ispirandosi sia alle case degli specchi dei luna park sia al tradizionale feng shui cinese, l’installazione costruisce uno spazio percettivo attraverso un articolato sistema di luci, specchi e riflessi, evocando la natura effimera e relazionale dell’esistenza. Le lampade diventano al tempo stesso elementi costitutivi dell’opera e tracce materiali delle storie personali di cui sono portatrici.
Info orari:
Lunedì chiuso
Martedì - Domenica dalle 10 alle 18 (la biglietteria chiude un'ora prima)
Aperture straordinarie
- Lunedì 7 dicembre 2026
- Giovedì 24 dicembre aperto fino alle 14:00
- Venerdì 25 dicembre CHIUSO
- Giovedì 31 dicembre aperto fino alle 14:00
- Venerdì 1 gennaio aperto fino alle 14:00
- Lunedì 29 marzo 2027 aperto (Pasquetta)
Info Biglietti
Intero: anche over 65
Ridotto:
- dai 13 ai 18 anni
- dai 19 ai 25 anni (se studenti)
- persone diversamente abili
- gruppi (min. 20 - max 25)
- giornate speciali 25/04/2027 - 01/05/2027 - 02/06/2027 - 24/06/2027
Gratuito
- minori di 6 anni
- 1 accompagnatore di persone diversamente abili
- aventi diritto.