Nata a Coatepec, figlia di liutai, Estrada ha iniziato a suonare il cuatro venezuelano del padre e a cantare musica corale barocca e son jarocho, esibendosi in bar locali già a 13 anni. Dopo l’incontro con il chitarrista Charlie Hunter, ha collaborato all’album Lo Sagrado (2017) e, in seguito, ha intrapreso la carriera da solista con l’EP Primeras Canciones (2019), ricevendo il sostegno di artisti come Mon Laferte e Julieta Venegas e firmando con Glassnote Records nel 2020. Tra i suoi traguardi recenti: la nomination ai Grammy per Milagro y Desastre, esibizioni in Tiny Desk di NPR e The Kelly Clarkson Show, il premio Trailblazer di National Sawdust e il GRAMMY Museum, performance con la Filarmonica di Los Angeles e la curatela di un palco al Pitchfork Music Festival di Città del Messico.
L’ultimo album di Silvana Estrada, Vendrán Suaves Lluvias, nasce in un periodo della sua vita segnato dall’autoscoperta, dalla tragedia e dalla rinascita, confermando la cantautrice messicana come una delle voci più apprezzate a livello internazionale. Dopo il debutto del 2022 con Marchita, acclamato dalla critica e incluso tra i migliori dell’anno da NPR, SPIN e The Guardian, Estrada ha conquistato un Latin Grammy come Miglior Artista Emergente e ha intrapreso tournée mondiali, ottenendo lodi da testate come The New York Times, Pitchfork e Rolling Stone, che l’ha definita “un’artista del passato, del presente e del futuro”. Il percorso verso il nuovo disco non è stato semplice: tra falsi inizi e dolorosi eventi personali, incluso l’omicidio del suo migliore amico nel 2022, Estrada si è presa il tempo necessario per guarire e riscoprire la propria creatività. Ha trasformato queste sfide in energia artistica, dando vita a un lavoro più profondo e ricco di sfumature.
Silvana Estrada racconta: “Per molto tempo mi sono sentita persa, finché non ho capito che avevo bisogno di dolcezza e di uno spazio sicuro per riconnettermi con la mia intuizione. Quando ho ritrovato quello spazio, ho compreso che ero l’unica persona che poteva produrre questo album. È stata una vera rinascita: ho attraversato tanto dolore e ne sono uscita con un nuovo modo di affrontare la realtà con grazia e speranza”.
Con un titolo che si traduce in Verranno dolci piogge (ispirato a una poesia di Sara Teasdale del 1918), l’album ha influenze che spaziano dal sound tropical a Tom Waits e al minimalismo di Arvo Pärt. L’album vede la collaborazione della sua band storica, con il pianista e arrangiatore Roberto Verástegui e il batterista Alex Lozano, del compositore candidato all’Oscar Owen Pallett (Frank Ocean, The National, Lana Del Rey) e di musicisti di Montreal noti per il loro lavoro con la compianta Lhasa de Sela.
“Questo album nasce dalla domanda su come onorare la mia rabbia e costruire un’esistenza vera e bella. Ho sempre avuto una forte connessione con la tristezza, ma ora so che la rabbia può diventare energia per trasformare la vita in meglio”, conclude Estrada.
Guardando al lungo e complesso processo creativo di Vendrán Suaves Lluvias, Estrada dichiara: “Non ho mai dedicato tanta energia, attenzione e impegno a qualcosa in vita mia. Quando ascolto l’album oggi, so che doveva succedere così, perché tutte queste canzoni vengono da un luogo speciale del mio cuore a cui non avevo mai avuto accesso prima”. Con questo lavoro, spera di offrire agli ascoltatori uno spazio per affrontare il dolore, le cicatrici e, infine, trovare la bellezza in ogni esperienza vissuta.